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Scuola e formazione | 23 ottobre 2018, 16:08

Parte il bando da 156 milioni di euro per la nuova Città delle scienze a Grugliasco (FOTO e VIDEO)

Il sindaco Montà: “Si completa il progetto del polo universitario e si sottolinea la vocazione universitaria di Grugliasco che ha lavorato per garantire servizi ed attività a studenti e docenti”. Fine lavori nel 2022

Parte il bando da 156 milioni di euro per la nuova Città delle scienze a Grugliasco (FOTO e VIDEO)

In occasione della pubblicazione del bando per l’avvio dei lavori, nell’aula magna della Cavallerizza Reale è stato presentato il progetto della nuova Città delle scienze di Grugliasco, il nuovo polo scientifico universitario nel quale avranno sede i dipartimenti di Chimica, Scienze della vita e Scienze della Terra che, insieme all’adiacente complesso edilizio dei dipartimenti di Scienze agrarie, forestali e alimentari nonché di Scienze veterinarie, concorreranno ad articolare un nuovo modello di campus universitario metropolitano.

Sergio Chiamparino (Presidente Regione Piemonte), Roberto Montà (Sindaco di Grugliasco) e Gianmaria Ajani (Rettore Università di Torino) a metà marzo dell’anno scorso firmarono l’accordo di programma per la localizzazione a Grugliasco del polo che complessivamente costa 156 milioni di euro. A novembre sarà avviata la procedura di gara, a marzo partirà la progettazione definitiva ed esecutiva mentre il completamento dei lavori è previsto nel 2022. Sono state bandite le gare d’appalto che nel 2019 faranno partire i lavori del primo lotto che dovrebbe concludersi nel giro di due anni e che comprendono alcuni moduli destinati alla didattica e alla ricerca di uno dei dipartimenti, oltre ad infrastrutture e servizi per i lavori dei lotti successivi.

“E’ necessario che l’Università cresca – ha detto Chiamparino – perché è significa dire crescita della conoscenza e dei giovani, e di conseguenza anche maggior attrazione degli investimenti. Tutto ciò si traduce pure in un richiamo per le imprese. Abbiamo tenuto conto delle eccellenze esistenti inquadrando ed armonizzando gli interventi. Il progetto costituisce anche un tassello importante per la capacità attrattiva dell’area metropolitana torinese di cui Grugliasco è punta di diamante. Si continua così a sviluppare l’idea dell’università del futuro quale centro di sviluppo delle eccellenze del territorio e luogo d’integrazione fra ricerca e start-up industriali”.

“Attendevamo da vent’anni – ha rilevato Ajani – ed ora cominciamo a vedere un futuro per una situazione che non era più adeguata e la creazione di un campus di livello internazionale. Sono convinto che questa scelta produrrà effetti positivi sia per la crescita della didattica e della ricerca dell’ateneo sia per le ricadute che il nuovo hub scientifico avrà sul sistema socio-economico e culturale di Grugliasco, dell’area metropolitana e del Piemonte”.

“Si completa il progetto del polo scientifico universitario – ha commentato Montà – e si sottolinea la vocazione universitaria di Grugliasco che in questi anni ha lavorato per progettare e sviluppare nuove infrastrutture, ampliare la mobilità locale e non solo, garantire servizi ed attività a studenti e docenti”.

Il modello proposto deriva dalla tipologia del campus per quanto riguarda la concentrazione in un’area relativamente circoscritta, e con una connotazione urbanistica ben definita da un vasto parco per superare la frammentarietà dell’attuale università evitando anche l’isolamento rispetto al tessuto urbano circostante. L’università è permeabile alla popolazione della città così come lo è la città a quella universitaria e ciò avverrà con la dislocazione delle residenze degli studenti sul territorio, col posizionamento strategico del luogo quale cerniera con Collegno e Torino e con l’importanza conferita alla fruibilità del parco. Il campus, infatti, è immerso nel verde su una superficie di 300.000 metri quadri. E’ inoltre prevista la realizzazione d’infrastrutture pubbliche connesse alla viabilità d’accesso e di parcheggi nonché il completamento della passerella sulla ferrovia e il parco.

Massimo Bondì

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