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Economia e lavoro | mercoledì 07 novembre 2018, 18:50

Sparco: quattro ruote o spazio, il futuro si siede (e si veste) alle porte di Torino, tra Volpiano e Leini (FOTO e VIDEO)

Nuovi progetti per il marchio nato nel 1977 che orbita intorno al pianeta automotive e che scrive nuovi capitoli nella lavorazione di scocche ed elementi per auto, così come nell'abbigliamento e accessori. Ma che ora guarda anche ai videogames

Sparco: quattro ruote o spazio, il futuro si siede (e si veste) alle porte di Torino, tra Volpiano e Leini (FOTO e VIDEO)

Sedetevi comodi, perché l'innovazione accende i motori proprio alle porte di Torino.

Tra Volpiano e Leini, infatti, sviluppa il suo business nei settori automotive (e non solo) un marchio di primissimo piano nel mondo delle auto e delle corse come Sparco, nato nel 1977 e che vanta FCA, ma anche Lamborghini e Bugatti, Ferrari e Volkswagen tra i suoi interlocutori principali. Sparco però non vuol dire solo sedili, ci sono anche tute e accessori (quelle che si vedono in Formula Uno, per esempio o nei rally e nelle altre gare automobilistiche) e altre lavorazioni con il carbonio destinate a supercar e mondo racing. A Leini si fanno le lavorazioni e le prototipazioni in carbonio, mentre a Volpiano si effettua la verniciatura e la parte di cucitura e selleria. La produzione su vasta scala viene effettuata invece in uno stabilimento operativo in Tunisia. Complessivamente, Sparco è presente in circa 100 Paesi e dà lavoro a 700 persone in tre continenti (Europa, America e Africa). Il fatturato, nel 2017, è stato di 78 milioni di euro circa. Nell'ultimo biennio, gli investimenti hanno potuto contare su un budget di 2,5 milioni di euro.

A Leini tutto comincia da un freezer che stocca la materia prima a -18°. Carbonio, kevlar e vetro vengono tagliati in aree apposite, per poi passare alla fase in cui saranno laminati, il cuore del processo. Lavorazioni fatte a mano, spesso su stampi creati ad hoc da Sparco stessa e con passaggi sotto vuoto per dare compattezza al pezzo.
Sono poi le autoclavi a lavorare le resine che diventano solide e compattano gli strati tra di loro, dando corpo all'oggetto finito, che poi sarà modellato e forato a seconda della sua finalità. E l'innovazione arriva a portare il suo tocco grazie a una nuova lavorazione, ribattezzata QRT, "Quick resin technology", che oggi interessa i sedili "da corsa" griffati Sparco, rendendoli i più leggeri e resistenti al mondo.
Qui gli strati vengono applicati "a secco" e poi tirati sotto vuoto dopo che ogni possibile bolla d'aria è stata eliminata dalla resina per poi procedere all'infusione. Il tutto senza "lavoro sporco" e con la resina resta esposta (così come l'addetto) per pochi istanti. Il tutto, industrializzato in maniera da essere ripetibile e all'interno dei vincoli imposti dall'omologazione FIA. In media, un pezzo richiede circa due ore per essere pronto alla lavorazione finale
Rispetto alla lavorazione precedente, oltre all'ottimizzazione di tempi e materia prima, anche il peso ne ha guadagnato riducendosi di circa il 25-30%. Da 10 a 7 chilogrammi a parità di materiali. Ed entro la primavera l'innovazione sarà ampliata all'intera produzione, archiviando le vecchie procedure di lavorazione.

A Volpiano, invece, insiste il cuore del settore selleria: abbigliamento, tute e accessori. In tutto sono circa 800 i prodotti, che salgono a 6000 nelle varianti di taglia e colore. In totale, le combinazioni di colore possono essere 64mila. E ogni anno sono prodotte 10-12mila tute all'anno per oltre 300 team in gara nei vari campionati nel mondo. Anche in questo caso l'innovazione galoppa e dal 2012 a oggi il peso delle tute per i piloti come Hamilton è sceso da circa 1,2 kg a poco più di mezzo chilo. Il tutto senza prescindere però dalle mani delle sarte che cuciono capo per capo gli elementi prodotti.

Ma accanto ai prodotti "storici", Sparco si sta aprendo anche al mondo dei videogames, con la realizzazione di simulatori dotati di ogni confort e dotazione come se fosse una vera monoposto. Un settore in cui la crescita è davvero importante e dove Sparco cerca il suo corrispettivo "virtuale".

Massimiliano Sciullo

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