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Economia e lavoro | giovedì 08 novembre 2018, 18:30

Hag, "tregua" fino a lunedì dopo il tavolo al ministero. I sindacati: "Serve tempo per poter reindustrializzare"

La prima parte della procedura scade domani, 9 novembre, mentre il 9 dicembre terminerà la procedura istituzionale. Eppure emergono alcuni interessamenti e una pista porterebbe in Iran

Hag, "tregua" fino a lunedì dopo il tavolo al ministero. I sindacati: "Serve tempo per poter reindustrializzare"

Fumata grigia, dopo il vertice al Mise sulla vertenza Hag-Splendid per lo stabilimento di Andezeno che la proprietà - la JDE - ha comunicato di voler chiudere, licenziando 57 lavoratori che fino a pochi giorni prima erano stati chiamati a fare straordinari anche al sabato.

Negli uffici romani del ministero, azienda e sindacati sono stati ricevuti separatamente in modo da poter tentare tutte le strade di dialogo e di diplomazia possibili. L'esito è stata la concessione di 48 ore di tempo per poi dare una risposta lunedì in merito a un'auspicata sospensione delle procedure di licenziamento. 

Perché la variabile tempo, mai come questa volta, sembra giocare un ruolo fondamentale nella ricerca di una soluzione positiva per la vicenda che sta colpendo un intero territorio, già messo a durissima prova dalla recente questione-Embraco, nella vicina Riva di Chieri. Più tempo vorrebbe dire poter analizzare con più calma quelli che da più parti vengono indicate come interessamenti per la reindustrializzazione: da una parte si sarebbero fatti avanti alcune realtà che già nel caso Embraco avevano cercato di trovare aziende interessate. Ma senza il bisogno di mediatori si è manifestata anche un'opzione straniera. Sembrerebbe una realtà solida con radici in Iran, ma per la quale sussistono alcune incognite legate all'attuale presenza dell'embargo verso il Paese mediorientale.

Quest'ultima ipotesi sembrerebbe trovare poco ascolto presso la JDE, che non vedrebbe di buon occhio la cessione dello stabilimento a un ipotetico concorrente diretto. Meglio sarebbe - in sostanza - il passaggio di mano a una realtà che operi in un altro comparto. Ma questo porterebbe il cerchio dei papabili a restringersi in maniera preoccupante.

Proprio i sindacati insistono sulla questione tempo: "Vogliamo avere chiarezza su quali siano gli intenti della JDE - spiega Denis Vayr, segretario regionale di Flai Cgil -: non sappiamo cosa si siano detti l'azienda e il ministero, ma la nostra speranza è possano concedere del tempo in più rispetto alle normali scadenze".

Intanto, l'Unione Industriale ha intenzione di convocare per la prossima settimana una nuova riunione torinese con azienda e rappresentanti dei lavoratori, per fare il punto della situazione al passaggio della procedura dalla fase sindacale a quella istituzionale.

Massimiliano Sciullo

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