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Eventi | giovedì 08 novembre 2018, 10:02

Le fotografie di Augusto Cantamessa in mostra al castello di Mirandolo

Da sabato 10 novembre, con inaugurazione alle ore 14, fino al 9 dicembre

Le fotografie di Augusto Cantamessa in mostra al castello di Mirandolo

Da sabato 10 novembre, con inaugurazione alle ore 14, fino al 9 dicembre il Castello di Miradolo ospita la mostra “Augusto Cantamessa. Fotografie”, la più importante retrospettiva dedicata al Maestro fino a oggi. Il progetto, curato dalla Fondazione Cosso, celebra l’arte di Augusto Cantamessa a poca distanza dalla sua scomparsa, dopo 70 anni di attività, e si sviluppa con la collaborazione di Bruna Genovesio e Patrik Losano, curatori del patrimonio fotografico di Augusto Cantamessa.

La mostra racconta l’opera del Maestro attraverso una selezione di oltre 60 fotografie, in bianco e nero, modern print e vintage, tra cui diversi inediti, svelati al pubblico in questa occasione. Numerose le opere esposte per le quali Cantamessa ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti come Breve orizzonte (1955), icona senza tempo, in Europa come oltre oceano, oppure Giovane fabbro (1958), acquisito dalla Bibliothèque Nationale de France a Parigi. L’esposizione si articola in 5 sezioni che individuano altrettante aree tematiche, cardine della ricerca fotografica di Cantamessa: f8/1:200, Terra, Paesaggi, Ritratti, Vintage. 

In f8/1:200 le fotografie fanno compiere un viaggio nel tempo che rievoca profondi cambiamenti avvenuti nella società italiana durante gli anni del boom economico, con il tramonto della civiltà contadina e l’emigrazione verso la città. Nella sezione Terra emerge il forte legame con il mondo rurale, del quale Cantamessa si sentiva parte, con scene di uomini e donne immortalati alle prese con le fatiche quotidiane: una raccolta di scatti, dagli anni Cinquanta alla fine degli anni Settanta, che riproducono vedute del paese delle origini.

I Paesaggi silenti del Maestro sono un invito a placare la mente per contemplare l’essenza dei luoghi e degli elementi naturali. In Ritratti i volti ci catturano: l’immagine è avvolta dalla luce e compaiono i segni del tempo. Con la sezione Vintage si alternano scatti intimi come Mia moglie (1950), sua musa ispiratrice, a ritratti che ci raccontano di antichi mestieri, come Il carradore (1956), in una chiusa di grande suggestione. Grazie a un’inedita installazione sonora curata dal progetto artistico Avant-dernière pensée nelle sale espositive, i visitatori sperimentano un’esperienza di visita insolita e coinvolgente: la dimensione musicale entra a far parte della narrazione visiva per rendere omaggio a Cantamessa, all’uomo, al professionista, all’amico. Un racconto musicale che esprime il legame di grande stima e vicinanza, consolidatosi nel tempo tra il fotografo, la Fondazione Cosso e Roberto Galimberti. In diverse occasioni, dal 2009, l’arte di Cantamessa ha incontrato le sperimentazioni di Avant-dernière pensée, trovando spazio di espressione al Castello di Miradolo.

comunicato stampa

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