/ Politica

Politica | 12 novembre 2018, 15:58

Onda sì Tav, le "madamin" chiudono la porta in faccia ad Appendino: "Prima incontriamo Mattarella"

“Incontreremo tutti - replicano le organizzatrici dell'iniziativa a sostegno della Torino-Lione - ma prima vogliamo andare dal Capo dello Stato. Appendino: "Un brutto segnale di chiusura. Ma la mia porta rimane comunque aperta"

Onda sì Tav, le "madamin" chiudono la porta in faccia ad Appendino: "Prima incontriamo Mattarella"

Se Appendino apre la porta di Palazzo Civico alle 7  "madamin", loro - almeno per il momento - gliela chiudono in faccia. 

Dopo la manifestazione Sì Tav di sabato - che ha portato in piazza Castello oltre 40mila persone - oggi la sindaca di Torino ha invitato venerdì a Palazzo Civico il Comitato "Sì, Torino va avanti".

“Incontreremo tutti - replicano le organizzatrici dell'iniziativa a sostegno della Torino-Lione - ma prima vogliamo andare dal Capo dello Stato. Siamo disposti a dialogare con chiunque ce lo chieda e voglia ascoltarci – rispondono – ma la priorità rimane l’ incontro col Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, cui porteremo le istanze dei 40mila di Piazza Castello, espressione della Torino che non si rassegna, che vuole andare avanti, che vuole costruire un futuro di progresso e di benessere per la città e per il Piemonte”.

Un no che la sindaca Chiara Appendino definisce "un brutto segnale di chiusura" "Ma la mia porta - aggiunge - rimane comunque aperta".

Per l’incontro con il Presidente Mattarella  il Comitato ha fatto i primi passi. Al Capo dello Stato “Sì Torino va avanti” chiederà di farsi garante che qualsiasi decisione sulla Tav sia frutto di "giudizi non di parte o espressione di pregiudizi ideologici,  che le valutazioni si basino su considerazioni di carattere tecnico, tenendo presente che c’ è già una grande mole di studi effettuati dai quali emerge chiaramente la validità dell’ opera".

"Faremo anche presente - aggiunge il Comitato - che la grande maggioranza degli italiani vuole la Tav, perchè la considera essenziale per non tagliare fuori il Paese dall’ Europa e dall’ Asia e pregiudicarne le possibilità di sviluppo e di lavoro".

Dopo l’incontro col Presidente della Repubblica, “Sì, Torino va avanti” chiederà colloqui con tutte le istituzioni torinesi e piemontesi per illustrare il Manifesto dei Sette Sì. "Sette Sì, a cominciare da quello per la Tav, perché Torino continui a essere una grande città della manifattura, delle imprese innovative, un polo di attrazione turistico e culturale", concludono.

A intervenire è anche la capogruppo del M5S Valentina Sganga, che commenta: "'La piazza va ascoltata' è l'appello che più di ogni altro abbiamo sentito in questi ultimi giorni. Stupisce pertanto il diniego delle organizzatrici del presidio di sabato alla proposta di incontro rivoltagli dalla Sindaca Appendino". "Delle due - continua - l'una: o la nostra amministrazione non c'entra nulla con la loro protesta o, dietro la manifestazione, non si cela altro che una strumentalizzazione politica di legittime istanze". "Uno sberleffo per chi da giorni si spende a rivendicare  l'apartiticità della piazza", conclude Sganga.

Cinzia Gatti

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium