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Politica | 14 novembre 2018, 15:17

"Il Piemonte e il regionalismo": se ne è parlato in Consiglio regionale

Boeti: "Il nostro obiettivo è avviare un confronto con il Governo per la definizione di un’intesa sull'autonomia della Regione"

"Il Piemonte e il regionalismo": se ne è parlato in Consiglio regionale

 

“Anche la Regione Piemonte, ritenendo che maggiori spazi di intervento consentiti dalla Costituzione possano rappresentare la premessa per un rilancio socio-economico del suo territorio, ha recentemente approvato il documento di indirizzo per l’avvio del procedimento di individuazione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia al fine di avviare un confronto con il Governo per la definizione di un’intesa”.

Così il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, nell’intervento di apertura del seminario, tenutosi oggi nell’Aula di Palazzo Lascaris, “La Regione Piemonte e il regionalismo: dal passato al futuro”. È stato anche presentato il volume ‘Lineamenti di diritto costituzionale della Regione Piemonte’, a cura dei  professori Dogliani, Luther e Poggi, "che ringrazio per il lavoro fatto e anche qui mi permetto un ringraziamento particolare per il professor Dogliani, direttore scientifico della nostra rivista ‘Il Piemonte delle Autonomie’”.

Diversi gli interventi nel corso della mattinata, un momento di confronto e approfondimento sul ruolo giocato dal Piemonte nel rapporto tra Stato e Regioni. Oltre a Dogliani e a Pasquale Costanzo, ordinario di Diritto Costituzionale all’Università di Genova, che ha svolto un interessante excursus sulla storia del regionalismo italiano, è intervenuto il presidente emerito della Corte Costituzionale, Valerio Onida che ha evidenziato il paradossale andamento del regionalismo: all’indomani dell’approvazione della riforma costituzionale del 2001, vi è stato un ritorno del centralismo al punto che la legislazione statale non ha più considerato il suo ruolo di legge cornice alla legislazione regionale.

 “Con la riforma della Costituzione del 2016 e il relativo referendum – ha spiegato nel suo intervento il presidente della Regione, Sergio Chiamparino - , si è persa l'occasione dell'elezione del Senato delle Regioni che avrebbe potuto consentire di avviare una ridefinizione del rapporto fra Governo centrale e territori. L'iniziativa ai sensi dell'articolo 116 che anche il Piemonte ha approvato assieme ad altre 10 Regioni, segna sul piano politico l'evidente necessità di forzare il ritorno a una discussione sul tema generale del rapporto fra governi locali e centrale, e nel contempo consente a noi di tentare di affrontare una serie di temi come ad esempio la gestione dei beni culturali, la programmazione dei profili di specializzazione sanitaria e le infrastrutture strategiche (che noi abbiamo posto in relazione con le altre regioni confinanti) in modo più efficace per i nostri cittadini”.

È da sottolineare anche la mai attuata autonomia finanziaria in un’ottica anche avvalorata dall’intervento del vicepresidente della Giunta regionale, Aldo Reschigna, che ha parlato di nascita dell’ordinamento regionale come quella di un corpo normativo e istituzionale che è andato ad affiancare più che a integrare il preesistente ordinamento statale, causando anche l’aumento dei costi del sistema pubblico. Reschigna si è anche soffermato sulla delibera di richiesta di autonomia differenziata, ex articolo 116 della Costituzione, recentemente approvata dall’Assemblea.

 

comunicato stampa

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