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Attualità | giovedì 29 novembre 2018, 17:45

Nella Cavallerizza Reale riqualificata spazio a ostello, residenza universitaria, ristoranti e polo culturale

I primi cantieri potrebbero essere già avviati tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020

Nella Cavallerizza Reale riqualificata spazio a ostello, residenza universitaria, ristoranti e polo culturale

Ostello, residenza universitaria, zona food e polo culturale: sono queste alcune delle possibili future destinazioni d'uso della Cavallerizza Reale.

Il complesso architettonico ubicato nel centro di Torino, risalente alla fine del 1600, attualmente risulta occupato in minima parte dall'Università: la maggior parte degli edifici sono inutilizzati e in stato di degrado, anche a seguito degli incendi degli anni scorsi, che ne hanno distrutto una grossa porzione. 

Il primo step per la riqualificazione è la sigla di un protocollo di intesa -prevista tra la fine del 2018 e l'inizio del 2019 - tra la Città di Torino e Cassa Depositi e Prestiti. Dopo la firma quest'ultima potrà presentare un progetto per il recupero totale del complesso - per poi dare il via ai lavori nell'area di sua proprietà - , le cui linee generali sono state illustrate questo pomeriggio nel corso di una commissione. 

L'area ubicata vicino al Regio dovrebbe ospitare al piano terreno ristoranti, bar e zone di relax condivise. Da qui si potrà poi accedere al piano superiore, dove si ipotizza di collocare un ostello della gioventù e/o student hotel. Esclusa dall'amministrazione a 5 Stelle l'ipotesi di realizzare alloggi da destinare alla vendita. 

Palazzo Civico, come ha spiegato a margine il vicesindaco Guido Montanari, vuole trasformare l'area di sua proprietà in "un polo culturale per la produzione di arti performative, come danza e teatro. I piani superiori - ha proseguito l'assessore all'urbanistica - avranno destinazione correlate a queste attività, quali residenze universitarie e per artisti. Siamo alla ricerca di fondi ministeriali e bandi ad hoc".

I primi cantieri di Cassa Depositi e Prestiti potrebbero essere già avviati tra la fine del 2019 e l'inizio del 2020.

Cinzia Gatti

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