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Eventi | 03 dicembre 2018, 11:29

"La mia disabilità è stata il mio talento: un'opportunità per diventare l'uomo che volevo essere” (VIDEO)

Il mentalista coach e campione di giochi online Massimiliano Sechi al Reposi ha parlato ai ragazzi delle scuole in occasione della giornata Internazionale delle persone con disabilità

"La mia disabilità è stata il mio talento: un'opportunità per diventare l'uomo che volevo essere” (VIDEO)

“Non voglio parlare di disabilità, ma di unicità. Perchè ognuno di noi è unico, diverso dagli altri. Questo è ciò che caratterizza ogni persona. Ed  è per questo che riesco a pensare la mia diversità, dalla mia disabilità, non come una limitazione ma come una grande opportunità”. Inizia cosí la lunga chiacchierata di Massimiliano Sechi con i ragazzi delle scuole, in un cinema Reposi pieno per la proiezione del film “Wonderful” in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Un evento organizzato nell'ambito della rassegna "Right on the movie", promossa dal Comitato regionale per i diritti umani e Agiscuola, che prevede la proiezione gratuita e contemporanea del film, che parla di disabilità, in vari cinema del Piemonte.

Sechi è un “gamer” campione di eSport, motivazionista e mental coach, costretto in sedia a rotelle da focomelia, una malattia che lo ha lasciato fin dalla nascita senza braccia e con una sola gamba. “Per ottenere il rispetto, l'amicizia, l'amore degli altri non è importante quello che hai più degli altri, o quello che riesci a dimostrare - spiega Sechi agli studenti - ma ciò che fai e sei per gli altri, perchè in quel modo tu dai valore alla vita degli altri”.

“Quello di Massimiliano è un esempio da seguire, un modello - dice il presidente del Consiglio regionale, Nino Boeti - perchè il suo è il modo giusto di affrontare la disabilità. Sono le persone straordinarie come lui che possono fare capire ai ragazzi che la disabilità non è qualcosa di distante ed estraneo a loro: si può diventare disabili in seguito a malattia, a un incidente, a un parto finito male. Per questo, invito i ragazzi a non guardare i propri compagni e amici disabili con diffidenza o lontananza. Ognuno di noi è unico: guardate sempre nelle persone i loro punti di forza”.

Daniele Angi

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