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Economia e lavoro | martedì 04 dicembre 2018, 10:51

Uber, la replica di Taxi Torino: "Siamo servizio pubblico, non un mercato"

I tassisti di Torino ringraziano Travis Kalanick: fondatore dell'app californiana

Uber, la replica di Taxi Torino: "Siamo servizio pubblico, non un mercato"

Dopo l'annuncio della ripartenza di Uber da Torino con il servizio Uber Taxi i 1.400 tassisti torinesi che fanno parte delle storiche cooperative confluite in Taxi Torino ringraziano i manager dell'app "per aver compreso che il trasporto di persone è materia delicata e richiede dei professionisti. 

"Ci gratifica anche la preferenza accordata a Torino dalla multimilionaria azienda californiana fondata da Travis Kalanick: fra tutte le città italiane è quantomeno curioso che la scelta sia caduta sulla nostra città ma pare che Torino abbia da sempre il profilo della città-campione", aggiungono dalla centrale. 

Il fatto che Uber decida di appoggiarsi alle cooperative dei tassisti testimonia la comprensione di una profonda differenza tra la struttura del servizio pubblico e il mercato del trasporto cittadino di altri paesi.

A Torino i professionisti che fanno capo alla centrale taxi garantiscono la copertura territoriale dell'area metropolitana e sub-metropolitana; assicurano il servizio al cittadino h24 e rispettano tariffe che non vengano maggiorate in base all'utilizzo o alle condizioni atmosferiche (come fanno invece gli algoritmi di certe app). 

Come a dire che le app hanno invece un grande problema di "sgancio" del tassista da regole condivise, tanto è vero che in Italia la percentuale del "rimbalzo" delle corse dalle app è ancora molto alta. Se infatti è vero che l'utente può vedere il costo della corsa e il tragitto prima che arrivi il veicolo è vero anche il contrario e il tassista può scegliere di non effettuare corse poco vantaggiose. Le centrali taxi garantiscono il rispetto delle regole (anche quelle comunali) e il controllo dell'affidabilità dei soci.
Inoltre permettono di sviluppare strumenti in ottica di costante miglioramento del servizio al cittadino e della qualità del lavoro svolto dai tassisti.

L'app WETAXI -sviluppata da TaxiTorino insieme a una startup del Politecnico di Torino- va in questa direzione ed è oggi il principale motivo per cui la proposta di Uber è quantomeno in ritardo, come rispondono ora da TaxiTorino. 
"L'app che abbiamo sviluppato è certamente il frutto dello studio di tutte quelle esistenti sul mercato, ma funziona come noi in ottica di servizio pubblico e di educazione al car-pooling" spiega Alberto Aimone Cat, Presidente di Taxi Torino "Stiamo sperimentando questa tecnologia da mesi ormai e poco a poco i tassisti e i cittadini si stanno abituando ad utilizzarla. Si chiama il taxi dal cellulare, si vede il tragitto e si ottiene un prezzo che verrà rispettato indipendentemente dalle condizioni di traffico. Non vedo cosa potrebbe aggiungere Uber".

Se il primo motivo di scelta dell'app californiana era il prezzo per l'utente non si capisce infatti cosa dovrebbe motivare l'utilizzo di Uber taxi quando le tariffe restano quelle concordate con il comune e strutturate su percorrenza e durata.

comunicato stampa

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