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Economia e lavoro | mercoledì 05 dicembre 2018, 15:08

Sì Tav a Palazzo Chigi: "Analisi costi-benefici entro le Europee è inaccettabile: si perde tempo e si fermano investimenti"

Questa mattina vertice romano per la delegazione che rappresentava il tessuto produttivo torinese a favore della Torino-Lione. "Nella commissione giudicante un nostro esponente, così come qualcuno dei No Tav. Ma il Governo vuole dilazionare i tempi, andando contro gli interessi di produzione e lavoro"

Sì Tav a Palazzo Chigi: "Analisi costi-benefici entro le Europee è inaccettabile: si perde tempo e si fermano investimenti"

“L’incontro ha dimostrato l’ulteriore volontà del Governo di dilazionare il proseguimento dei lavori relativi alla realizzazione della TAV Torino Lione: un atteggiamento che va contro gli interessi del mondo della produzione e del lavoro”.

E' un giudizio severo quello che arriva dai delegati delle associazioni datoriali e produttive torinesi e piemontesi che questa mattina hanno partecipato alla riunione presso la Sala Verde di Palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, il Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro per lo Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Danilo Toninelli e il Viceministro all’Economia Laura Castelli

“Nonostante le assicurazioni date dal Governo, non è stata data alcuna indicazione precisa circa i tempi di chiusura della analisi costi-benefici sull’opera, alla quale comunque potrà partecipare un tecnico per conto delle Associazioni stesse. Abbiamo ribadito come si stiano tenendo fermi 3,5 miliardi di appalti e il concreto rischio di perdere ogni mese una quota parte del cofinanziamento europeo all’opera. Temiamo che non solo vi sia una volontà di allungare i tempi di ripartenza degli appalti, ma che si voglia arrivare fino alle elezioni europee del prossimo anno. Si tratta di un orizzonte inaccettabile per un’opera che ha già superato innumerevoli analisi e verifiche e che serve per collegare non solo Torino, ma l’Italia al resto delle reti di comunicazione europee”. 

Le Associazioni, in sintesi, hanno il timore che sia concreto il rischio che "tutto questo temporeggiare sia solo strumentale, finalizzato a non decidere e a non fare". "Se ciò accadesse, questo Governo dovrebbe assumersi la responsabilità - gravissima – di aver escluso l’Italia e le sue future generazioni dal principale asse di sviluppo economico e di integrazione sociale". 

Un bilancio amaro, dunque, per quei rappresentanti di Torino e Piemonte che sono arrivati a Roma forti di un incontro che ha segnato un precedente, nella storia recente della Torino economica, seguito da una manifestazione di piazza altrettanto "storica" nel suo genere e un evento alle Ogr di rilevanza nazionale.

Un esito interlocutorio, che fissa paletti troppo labili per permettere di tracciare con esattezza il confine entro cui si muove la questione Torino-Lione

La delegazione presente oggi a Palazzo Chigi rappresentava le 33 Associazioni che spaziano da lavoro a industria, passando per artigianato, commercio, agricoltura, servizi, cooperazione, professioni e turismo. Dunque un universo di  1.326.000 imprese per oltre 1,3 milioni di lavoratori e un fatturato pari a 130 miliardi di euro, con esportazioni pari a 48 miliardi di euro.
A essere rappresentate erano API Torino, CONFAPI Piemonte, Unione Industriale Torino, AMMA, Federmeccanica, Confindustria Piemonte, CNA Torino, CNA Piemonte, Confartigianato Torino, Ascom Torino, Confcommercio Piemonte, Confesercenti Torino, Confagricoltura Piemonte, Cia, ANCE Torino, ANCE Piemonte, Collegio Edile Confapi Torino, Federalberghi Torino, Federalberghi Piemonte, CDO Piemonte, Legacoop Piemonte, Confcooperative Torino/Piemonte Nord, Giovani di Yes4To, Consulta degli Ordini e Collegi Professionali Torino, Unioncamere Piemonte, Ordine degli Architetti di Torino, Ordine Commercialisti Torino, Fim Cisl Torino, Fismic, Fillea Cgil Torino, Fillea Cgil Piemonte, Filca Cisl Torino e Feneal Uil Piemonte.

Massimiliano Sciullo

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