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Economia e lavoro | giovedì 06 dicembre 2018, 18:15

I segreti per avviare una nuova attività e sopravvivere alle tasse

Se ti sei appena lanciato in una nuova avventura imprenditoriale e vuoi scoprire come sopravvivere alle tasse, qui di seguito cercheremo di indicarti alcune strategie essenziali per gestire al meglio la tua attività

I segreti per avviare una nuova attività e sopravvivere alle tasse

Se ti sei appena lanciato in una nuova avventura imprenditoriale e vuoi scoprire come sopravvivere alle tasse, qui di seguito cercheremo di indicarti alcune strategie essenziali per gestire al meglio la tua attività. Se hai aperto da poco la Partita Iva come lavoratore autonomo, il primo appuntamento con il fisco, per il pagamento delle imposte, sarà l’anno prossimo. Ipotizziamo che alla fine dell’anno tu abbia realizzato un determinato reddito netto, che corrisponde ai ricavi fatturati meno le spese sostenute. Su questo importo saranno calcolate le tasse e a giugno dell'anno prossimo dovrai prepararti a pagare l'Irpef: ovvero l’Imposta sul reddito delle persone fisiche, un’imposta sul reddito progressiva. Si parte da un 23% per i redditi fino a 15000 Euro. Da 15001 Euro fino a 28000 Euro si paga il 27%. Da 28001 Euro fino a 55000 Euro si paga il 38%. Da 55000 Euro a 75000 Euro si paga il 41%. Oltre i 75000 Euro si paga il 43%.

Poi c'è l'Irap: ovvero l’Imposta Regionale attività produttive, determinata dalla base imponibile per l’aliquota vigente nella regione dove si genera il valore netto della produzione (ex Art. 35 del TUIR). Segue l'IVA: l’imposta sul valore aggiunto che oggi è pari al 22%, ma che potrebbe salire al 25% dal 1 gennaio 2019. Poi c'è l'IRES: l’imposta sui redditi delle società, che non deve essere pagata dalle ditte individuali, ma è bene specificare che la Legge di Bilancio 2018 ha posticipato alle dichiarazioni del 2019 l’arrivo dell’IRI (Imposta sul Reddito Imprenditoriale) grazie alla quale si assimileranno sotto un unico trattamento fiscale IRPEF e IRES. L’IRI dovrebbe ammontare al 24%. Infine ci sono i Contributi Previdenziali che possono variare dal reddito e dal tipo di ditta individuale aperta. Ma non è tutto! Infatti, lo stato Italiano non si limita ad importi le tasse sul reddito di quest'anno, ma ti chiede anche un anticipo su quelle dell'anno prossimo, che in teoria dovresti pagare tra due anni. Purtroppo, l’anticipo richiesto equivale al 100% di quanto sei tenuto a pagare per questo anno. Sì, hai capito bene, il Fisco Italiano, oltre alle tasse di questo anno, presume che per l’anno successivo avrai il medesimo reddito e pretende che tu paghi le tasse in anticipo.

Dopo aver ricevuto questa amara notizia sei ancora intenzionato ad aprire una nuova attività? Questa imposizione per le nuove imprese si rivela estremamente penalizzante. Anticipare le tasse su redditi che non si sono ancora percepiti è una vera follia, ma questa è l'Italia. Avviare un’impresa nel nostro Paese è sicuramente complicato, ma se si riesce a organizzarsi per tempo, magari si può sperare di andare avanti con la nostra nuova attività. Se vuoi essere aggiornato, consulta questo articolo di 1&1 IONOS sulle tasse e lavoro autonomo.


Le condizioni in cui versa l'Italia nell’attuale sistema lavorativo non favoriscono di certo l’introduzione dei giovani nel mondo del lavoro e penalizza anche chi, sfortunatamente, un posto di lavoro lo aveva ma l’ha perduto e non è più così giovane. Si tratta di  una situazione grave e spiacevole, che purtroppo accomuna gran parte degli italiani. Ma per tanti la soluzione di aprire una ditta individuale può rappresentare una possibilità da non sprecare e lo spauracchio delle imposte può essere sopraffatto in modo legale e programmato. Per prima cosa dovrai preparare un bilancio aggiornato dell’attività al 30 settembre dell'anno in cui hai aperto la partita iva, entro e non oltre la fine del mese di ottobre, in modo che tu possa farti un’idea di quanto dovrai pagare di tasse l’anno successivo. Così avrai la possibilità di apportare eventuali “correttivi” al tuo bilancio nei due mesi che ti separano della chiusura dell’anno.

In secondo luogo, facendoti aiutare da un professionista, dovrai calcolare con quanta più precisione possibile la somma delle tasse che si dovranno pagare a giugno. Noi consigliamo di farlo entro il 28 febbraio, in modo tale che tu abbia ancora un margine di tempo per pianificare le tue uscite future. Infine, esistono diverse tipologie di Partita Iva che a particolari condizioni consentono un drastico taglio sulle tasse a fronte di un fatturato annuo non superiore a cifre prestabilite. 

ip

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