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torinoggi.it | venerdì 07 dicembre 2018, 10:00

Pirandello prende dimora al Carignano per quattro settimane: ed è già record di incassi

Debutta in prima nazionale martedì 11 dicembre la nuova produzione del Teatro Stabile di Torino, "Così è (se vi pare)" di Filippo Dini. Vallarino Gancia: "Sale sempre piene, un ottimo segnale"

Pirandello prende dimora al Carignano per quattro settimane: ed è già record di incassi

Così è. L’umorismo pirandelliano incontra sul palco il surrealismo di Buñuel. “Se vi pare”, naturalmente. Con uno smacco dichiarato alla nostra pretesa di certezze, oggi la drammaturgia del Premio Nobel 1934 ancora mette in crisi la verità assoluta che aspiriamo a possedere. E il Teatro Stabile di Torino questa schermaglia l’accoglie con entusiasmo, già forte di un record di ingressi che supera del 15% i numeri della precedente stagione. “Davvero un bel segnale, avere le sale sempre piene”, commenta il presidente Lamberto Vallarino Gancia. Un traguardo che non può che essere definitivamente consacrato da un calendario di repliche firmate Filippo Dini lungo ben quattro settimane.

Debutta martedì 11 dicembre in prima nazionale Così è (se vi pare), al Teatro Carignano fino al 6 gennaio. “Un titolo che mancava sul nostro cartellone da oltre dieci anni”, spiega il direttore Filippo Fonsatti. “Siamo convinti della bontà dell’opera e del grande talento degli artisti, ecco perché la programmazione è così estesa. Un cast stellare che vanta anche i giovani talenti appena usciti dalla scuola dello Stabile”.

È la prima volta che Dini si cimenta con Pirandello da regista e interprete, pluripremiato grazie ai recenti lavori del Discorso del re e Ivanov. “Una grande opportunità per me – dice – nonché una sfida per la mia generazione, poco avvezza a confrontarsi con un autore del genere. Viene spesso anzi guardato con supponenza, come se parlasse di temi ormai noti con un linguaggio troppo desueto. In realtà con la sua drammaturgia si riscrive il nostro tempo”.

L’opera è incentrata sulla misteriosa figura della signora Ponza. Attorno agli strani atteggiamenti di suo marito e della suocera, la signora Frola, i borghesi di un piccolo paese siciliano costruiscono una soffocante indagine che si consuma lentamente in un gioco al massacro. E nel continuo rimbalzo su chi detenga la pazzia – tema chiave in Pirandello – tra tutti i personaggi coinvolti, Dini propone un’ulteriore prospettiva: i matti sono proprio i borghesucci pettegoli e provinciali, condannati a essere grotteschi attori di uno scavo nella verità il cui finale rimane aperto e incompiuto.

Siamo sempre tutti impegnati a definire con precisione la realtà – spiega il regista –, ma Pirandello ci dice chiaramente che questa battaglia è vana, inutile. La componente surrealista e onirica che ho voluto inserire è di certo un azzardo, ma a quel tempo si parlava di inconscio e passioni dell’io, sulla scia della psicanalisi di Freud. Col nostro lavoro si cerca di andare dentro questa dimensione”.

Nel cast, Giuseppe Battiston interpreta il signor Ponza, una riconferma all’interno dello Stabile: “La contrapposizione tra un noi e un loro è sempre molto attuale. Tendiamo ad aver rispetto per tutti, tranne per chi esce fuori dalla regole, dagli schemi. I borghesi del paese vivono un disagio perché vedono due persone comportarsi in modo equivoco. Ed ecco che cominciano i guai”.

Manuela Marascio

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