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venerdì 14 dicembre 2018, 07:00

La sciarpa, Simbolo dell'Appartenenza

Con la nostra sciarpa al collo. Sempre.

La sciarpa, Simbolo dell'Appartenenza

La sciarpa è il Simbolo dell’Appartenenza.
Nodo semplice, o doppio giro, purché i colori attorno al collo siano quelli bianconeri. Per i tifosi più vecchi rappresenta un feticcio, da conservare con dignità e attenzione nei cassetti del proprio armadio, da custodire tra i ricordi più cari.
Tramandata da padre in figlio o da parenti più anziani, rappresenta quasi l’emblema del passaggio di consegne, la continuità ideale, a testimoniare che le radici profonde non gelano.
In tempi più recenti, sembrano resistere a questa infatuazione solo più quelle di certi gruppi ultras, avvezze a diventare, in molti casi, oggetti da collezione.
Certo è che, sia se acquistata sulle bancarelle in una notte europea o realizzata in lana da una nonna, una volta annodata testimonia a priori il proprio credo calcistico.
Dall’analisi attenta delle fotografie delle sciarpate nei vari contesti storici, potrebbe scriversi la fenomenologia delle gradinate. Da quelle vintage-looking a quelle di seta, di raso, di lanetta, di panno, con o senza frangie, con stampo su un lato solo o su entrambi, quelle celebrative.
La sciarpa è la rappresentazione visiva dell’Orgoglio, è elemento coreografico, esternazione del palpitare del Cuore quando sul terreno verde appare la Maglia.
Ostentarla e difenderla, se è il caso, è sintomo di Fierezza.
Senza di essa ci si sente nudi, espropriati della propria Fede.
È Simbolo, con il rituale che esprime, veicolando non solo contenuti cognitivi, anche risposte emotive.
Quel rituale delle sciarpe tese, ripetuto spontaneamente ogni partita, appare come un’azione ripetitiva che lega il passato al presente e il presente al futuro.
Testimonianza di Amore perenne: c’eravamo, ci siamo, ci saremo.
Con la nostra sciarpa al collo. Sempre.

Beppe Franzo

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