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Attualità | venerdì 21 dicembre 2018, 07:00

Tavole imbandite e regali sotto l'albero: i torinesi spenderanno circa 250 euro per le Feste di Natale

Ascom e Confesercenti concordano sulle stime dei consumi, vivaci, ma con una certa prudenza. Banchieri: "Riscoperta delle botteghe e piccoli negozi". Coppa: "Speriamo che reddito di cittadinanza e pensioni anticipate stimolino i consumi"

Tavole imbandite e regali sotto l'albero: i torinesi spenderanno circa 250 euro per le Feste di Natale

Un Natale in cui le luci degli alberi e del presepe non bastano a scacciare tutte le ombre e le incertezze. Ma i torinesi non rinunciano alle spese di fine anno, anche se le previsioni degli addetti ai lavori prevedono una certa prudenza. C'è però, tra i nostri concittadini, una ritrovata curiosità verso le botteghe, il dettaglio e le particolarità del nostro territorio.

Secondo Ascom Torino e provincia, le famiglie del capoluogo piemontese dovrebbero avere un budget di spesa compreso tra i 250 e i 280 euro, cifra sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno. Le vendite sembrerebbero in recupero nell’ultima settimana che precede il Natale, il rush finale per far trovare tutti i pacchetti sotto l'albero e la tavola imbandita per amici e parenti.

Analizzando le singole voci di spesa, dovrebbe andare bene il settore del Food: sia la ristorazione, dove si registra un aumento fra il 5 e il 10% delle prenotazioni per il pranzo di Natale e il Cenone di Capodanno, che l’area alimentare dei pasti in casa, dove l’eccellenza enogastronomica e il prodotto di media-alta qualità trionfa sulla tavola delle famiglie torinesi.

Positivi in particolare (dal 5 al 10%) i dati che riguardano la vendita di pandoro e panettoni, tradizionali, creativi, rivisitati, ispirati alla tradizione più classica ma con un occhio puntato ai nuovi gusti. Ma grandi segnali di interesse arrivano anche per il settore della Casa e dell’Arredamento dove si registra un forte aumento delle vendite (con crescite dal 10% al 15%) rispetto allo scorso anno. Crescono rispetto al 2017 anche la vendita di giocattoli educativi e ricreativi, i prodotti di elettronica di consumo, prodotti per l’informatica e  per il tempo libero. Anche quest’anno i torinesi hanno riscoperto il piacere di fare la spesa sotto casa, scegliendo il negozio di quartiere che ha saputo innovarsi puntando su qualità e servizi.

Segnali contrastanti arrivano invece per quanto riguarda gli altri settori, in particolare per oreficeria e abbigliamento e calzature, che scontano l’economia in forte frenata e un clima di prudenza nella spesa a conferma del calo generalizzato dei consumi registrato nel resto del Paese. In questo caso, il calo si attesterebbe intorno al -2,4%.

Positivo invece l’andamento delle vendite nei cosiddetti Concept Store, ovvero negozi di abbigliamento a Torino di fascia alta.

“Anche quest’anno dicembre si conferma come il più importante mese dell’anno per il commercio torinese - commenta Maria Luisa Coppa, presidente di Ascom Torino e provincia -. Nel corso dell’anno è calata la fiducia delle famiglie torinesi con una nuova contrazione dei consumi determinata dal clima di incertezza e dal rallentamento dell’economia internazionale. Il settore del Food continua a fare da locomotiva, i pranzi in famiglia, le cene con gli amici  e la nuova attenzione per il settore della Casa come luogo di incontro e di condivisione è la conferma della nuova tendenza di questo Natale 2018: pochi regali, di qualità  per i propri cari, con un occhio al risparmio". "Ci auguriamo - conclude - che nei prossimi mesi le misure decise dal governo sul reddito di cittadinanza e il pensionamento anticipato possano essere da stimolo alla domanda interna”.

Sostanzialmente concorde anche l'analisi di previsione alle spese natalizie di Confesercenti Torino. Anche in questo caso, infatti, la spesa stimata è di circa 230-250 euro a famiglia. Con un occhio di riguardo per il dettaglio: le botteghe e i piccoli negozi, scelti come luogo ideale per comprare i regali di Natale e tutto ciò che serve per prepararsi alle Feste. Una tendenza che si specchia in un calo, anche se minimo, da parte delle grandi strutture commerciali, mentre rimangono stabili soluzioni come i mercatini e le bancarelle, ma anche il web. 

“Si tratta di un fatto sicuramente positivo - commenta Giancarlo Banchieri, presidente di Confesercenti -. Certo, la spesa non aumenterà di molto, ma il fatto che si concentri maggiormente nelle piccole attività dovrebbe dare loro un po’ di respiro dopo la contrazione dei consumi, che nei primi dieci mesi del 2018 ha raggiunto il 2% per i piccoli negozi". "I commercianti, di cui abbiamo le sensazioni in queste settimane - conclude - parlano per ora di una sostanziale conferma dei risultati dello scorso anno, ma contiamo sullo slancio delle tredicesime”.

Anche attraverso la lente d'ingrandimento di Confesercenti è il comparto alimentare a regalare le maggiori soddisfazioni. Dunque cibo di qualità e tradizioni locali da riscoprire nei negozi specializzati. In questo caso, il budget sembra essere intorno ai 120-130 euro. Saranno quasi 9 torinesi su 10 a trascorrere il Natale in famiglia, o in casa di amici.

Ma per tutto ciò che "non si mangia", le spese dovrebbero rimanere stabili per quanto riguarda regali come i libri, i telefoni cellulari di ultima generazione e i prodotti per la persona. I bimbi sono i destinatari principali di questi acquisti. Ma anche gli adulti non rinunciano a qualche sfizio: crescono (+5%) tablet, abbonamenti ai servizi tv, computer ed elettronica in genere. Bene anche i libri (+8%), dopo una stagione particolarmente deludente, i profumi, i cosmetici e i prodotti per la persona e gli accessori per la casa. Continua (+10%) la crescita dei prodotti alimentari acquistati non soltanto per imbandire la tavola, ma anche come regali. 


Concordano i commercianti torinese anche sulle difficoltà dell’abbigliamento: troppo vicini i saldi (iniziano il 5 gennaio) per impegnarsi in acquisti “importanti”. Dunque, nel settore, primeggiano prodotti di valore più modesto: accessori, sciarpe, guanti, piccola pelletteria. In attesa che il calendario offra occasioni più allettanti.

Massimiliano Sciullo

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