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Economia e lavoro | giovedì 03 gennaio 2019, 17:53

Parte un altro conto alla rovescia: questa volta arrivano i saldi a Torino e provincia

Si stima una spesa media per famiglia che oscilla tra i 280 euro (Confesercenti) e i 200-250 (Ascom). Pesa la frenata dei consumi e l'effetto e-commerce, oltre che le iniziative promozionali "anticipate" come il black friday

Parte un altro conto alla rovescia: questa volta arrivano i saldi a Torino e provincia

Conto alla rovescia. Ma stavolta non è Capodanno, sono i saldi a bussare alla porta dei torinesi (e non solo). Il via sarà dato ufficialmente sabato, 5 gennaio e i commercianti hanno già un'idea precisa di come potrebbero andare le cose, dopo gli acquisti che hanno portato un po' di regali sotto l'albero. La speranza, ovviamente, è che si possa migliorare la performance dei consumi.

Secondo Confesercenti, in particolare per voce di Barbara Cottone che è presidente di Fismo, le previsioni sono "in linea con il 2018, ma gli sconti anticipati della grande distribuzione e il black friday rischiano di penalizzare i nostri negozi". Alla luce di tutto questo, la spesa media di ogni famiglia è calcolata in 280 euro, con circa 100 euro a persona. Dovrebbero approfittare dei saldi due torinesi su tre, con una spesa che per il 15% dei consumatori sarà superiore all'anno passato.

Da questa parte del bancone, secondo l’indagine condotta da Confesercenti in collaborazione con Swg, sarà oltre il 90% dei quasi 2000 negozi cittadini a partecipare ai saldi (cifra che sale a circa 3700 con la provincia). Il 48% dei consumatori ha già deciso di acquistare durante il periodo promozionale e gran parte di essi afferma di aver aspettato gli sconti di gennaio per terminare almeno un acquisto di Natale. Un altro 27% valuterà le occasioni di risparmio prima di decidere se acquistare o meno. Tra chi compra, il 16% spenderà di più rispetto al 2018, mentre il 70% prevede i spendere la stessa somma dello scorso anno.

Sempre secondo l’indagine, i consumatori punteranno in particolare sulle calzature, indicate dal 28%. Seguono i prodotti di maglieria (22%) e i pantaloni (14%). Alto l’interesse anche per i prodotti per la casa (9%) e per i capispalla, come cappotti, giacche, giubbotti e giacconi (7%). Proprio sui capispalla di concentrano le speranze di vendita dei commercianti, perché - sia il meteo particolarmente clemente, sia per il loro costo - sono stati finora fra gli articoli meno richiesti: il che significa che i consumatori potranno trovare una vasta scelta di modelli, taglie e colori. 

Gli sconti praticati saranno subito piuttosto elevati: 30-40%, ma in diversi casi anche il 50%: riduzioni sostanziose per sopperire a un 2018 ancora in affanno per i negozi di abbigliamento, sia per quanto riguarda livello degli incassi (ancora in calo per una parte significativa), sia perché in parecchi hanno dovuto chiudere i battenti (a Torino e provincia oltre il 3%, dato purtroppo costante da alcuni anni).

“C’è da sperare - conclude Cottone - che almeno queste previsioni trovino conferma: mai come quest’anno abbiamo bisogno della boccata d’ossigeno rappresentata dai saldi: al di là di fenomeni più o meno contingenti, il vero problema è che i consumi sono ancora fiacchi e non si vede all’orizzonte nessuna svolta”.

Le cifre elaborate da Ascom Confcommercio, infatti, confermano questa tesi e segnalano come - in linea con lo scorso anno - ci sia un’ulteriore contrazione dei consumi in molte zone dell’area metropolitana (da -2% a - 5%). E questo accresce il clima di attesa fra gli operatori commerciali del settore moda e abbigliamento.

Anche su sponda Ascom si punta il dito contro l’aumento degli acquisti sull’e-commerce e la partenza di alcune campagne promozionali subito dopo le festività natalizie. "La conferma di una crisi che continua ad attraversare il settore". Le vendite dovrebbero essere in chiaro scuro e concentrate nei primi giorni nelle zone periferiche, penalizzate dalla presenza della grande distribuzione e a macchia di leopardo a Torino e nella prima cintura con differenze sostanziali a seconda delle zone, delle tipologie di attività e del target della clientela. Un fenomeno che interessa oramai ogni tipo di settore dalla casa alla profumeria dai libri all’hi-tech".

La stima sullo scontrino medio (200-250 euro) è leggermente inferiore a quella fatta da Confesercenti, ma la sostanza non cambia. I prezzi saranno ribassati a partire dal 20- 40% a seconda dei negozi e degli articoli in vendita. I conti si faranno tuttavia alla fine, passate queste otto settimane di occasioni. 

“Nonostante il clima di incertezza delle famiglia torinesi e gli aumenti di fine anno, gli operatori commerciali sono fiduciosi e pronti al rito dei saldi invernali, una buona occasione per recuperare sulla contrazione dei consumi registrata in occasione delle vendite natalizie e rinsaldare ulteriormente il rapporto con la clientela con la professionalità e i servizi offerti nei nostri negozi. - dichiara Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Confcommercio Torino e provincia. I saldi sono nati come strumento per svuotare il magazzino, avere liquidità e fare spazio ai nuovi arrivi delle collezioni primaverili. Ora sono cambiate le abitudini dei consumatori, se un tempo si aspettava i saldi per comprare qualcosa di sfizioso, ora si comprano i capi necessari e le vendite sono spalmate in periodi dell’anno differenti".

Massimiliano Sciullo

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