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Attualità | martedì 08 gennaio 2019, 10:44

Recupero di alimenti in piazza Madama Cristina e pasto sospeso: lo scambio che "fa bene" a San Salvario

Si cercano volontari per la raccolta dell'invenduto e delle donazioni e la loro redistribuzione alle famiglie in difficoltà. Un progetto coordinato dalla Rete della Case del Quartiere

Recupero di alimenti in piazza Madama Cristina e pasto sospeso: lo scambio che "fa bene" a San Salvario

Il progetto Fa bene arriva a San Salvario e cerca volontari per il recupero di eccedenze alimentari invendute e donazioni spontanee degli acquirenti all’interno del mercato di piazza Madama Cristina.  Le attività richieste riguardano la raccolta delle donazioni e gestione della redistribuzione e la promozione sul territorio. Il progetto verrà quindi declinato nel resto della città attraverso la collaborazione della Rete delle Case del Quartiere, con l’idea di renderlo del tutto autosostenibile grazie all’attivazione della comunità locale.

Si svilupperà secondo due filoni: la distribuzione, alle famiglie in difficoltà economica, di pacchi di cibo fresco un giorno alla settimana; il pasto sospeso, messo a disposizione in via Morgari nella forma di buoni pranzo. L’idea è di garantire l’accesso ad alimenti di qualità a famiglie in stato di impoverimento, ma attivando, contemporaneamente, processi di reciprocità che consentano di superare la logica di assistenzialismo.

Lo scopo ultimo di Fa bene è di generare un autentico cambiamento nelle pratiche di contrasto all’esclusione sociale, promuovendo reciprocità, prossimità e corresponsabilità, e sviluppando pratiche di welfare di interesse pubblico volto a produrre concretamente risorse, non solo a ridistribuirle.

Ma come si attua questo scambio reciproco? Ogni famiglia destinataria del pacco di cibo fresco “restituisce” poi quanto ricevuto svolgendo fino a 20 ore al mese di attività nel proprio territorio. Un percorso costruito assieme a un educatore con l’obiettivo di incentivare la partecipazione attiva delle persone alla vita comunitaria e far emergere le loro abilità e competenze.

Attenzione quindi alla persona e alla qualità dei prodotti. Le forme di sostegno alimentare, infatti, si concentrano generalmente su donazioni di alimenti a lunga conservazione. Fa bene, invece, punta l’attenzione prevalentemente sul cibo fresco, rispettando i principi di un’alimentazione equilibrata. Scegliere il mercato come punto di riferimento significa radicarsi in un contesto preciso, che tiene conto del rapporto diretto coi cittadini.

I beneficiari di Fa bene sono tanti, e non solo le famiglie in difficoltà economica.I commercianti vedranno un aumento delle vendite dalla spesa solidale, rafforzando la coesione con l’acquirente e contrastando il calo subito negli anni della grande distribuzione. Ma ne giovano anche le associazioni attive sul territorio che vengono chiamate a dare sostegno all’iniziativa. Infine, è la comunità intera a trarre beneficio dalla “restituzione”: si rafforzano i legami umani e cresce la fiducia tra le persone. 

Manuela Marascio

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