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Attualità | mercoledì 09 gennaio 2019, 07:59

Distrutto il cartello delle Luci d'Artista al Lingotto: "Situazione peggiorata con le vacanze natalizie"

I residenti denunciano il degrado della periferia, tra i nuovi dubbi sulla valenza per i quartieri delle installazioni luminose

Distrutto il cartello delle Luci d'Artista al Lingotto: "Situazione peggiorata con le vacanze natalizie"

"Ecco le Luci d'Artista in periferia". Un'immagine che parla da sé, quella pubblicata da un residente a cavallo tra Mirafiori Sud e Lingotto sul proprio profilo Facebook. Il cartello informativo di fronte all'installazione My Noon, di Tobias Rehberger, in corso Benedetto Croce, è stato in parte distrutto - sembra - nel corso delle vacanze natalizie, quando la scuola "Carlo Collodi" davanti a cui è posto era chiusa.

Subito si sono scatenati i commenti di altri abitanti della zona. C'è chi ricorda la vivace partecipazione dell'intera comunità a un evento vissuto come una vera festa, lo scorso 31 ottobre, con il coinvolgimento di grandi e piccoli e il supporto di tutta la Circoscrizione 8. Prima dell'inaugurazione, infatti, i cittadini si erano attivati in autonomia per addobbare finestre e balconi con decorazioni natalizie a tema, ravvivando il più possibile le case "spettatrici" dell'esclusiva accensione.  "Un'ora importante della giornata - aveva spiega l'artista riferendosi al "mezzogiorno", in occasione dell'inaugurazione -, anche se non so esattamente da dove arrivi l'idea. Sono state tante intuizioni che si sono unite".

E se quest'anno le Luci hanno visto una più ampia diffusione nelle periferie, non tutti sono concordi sulla positività dell'iniziativa. Chi tiene di più al valore estetico delle opere in sé ritiene forse possano trovare una migliore collocazione in ambienti più accoglienti ed eleganti di Torino. Altri, senza dubbio, le giudicano un'ottima vetrina per i quartieri maggiormente dimenticati, una rinnovata bellezza da ammirare e di cui andare orgogliosi. Come l'installazione L'amore non fa rumore tra via Negarville e via Roveda, divenuta un vero e proprio centro aggregativo di tutte le associazioni che gravitano attorno alla parrocchia San Luca, sotto quel porticato multifunzionale che accoglie, in vari spazi, bambini, anziani e casi disagiati senza soluzione di continuità. 

"Per la nostra periferia - si legge in proposito nel commento di una residente sui social - è stata un'occasione (in più) di ritrovarsi insieme, non un modo per far accendere i riflettori su una parte di territorio, e non mi dispiaccio di questo, che di riflettori non abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di strumenti per lavorare, di risorse per fare cose, di regole chiare per ottenere autorizzazioni".

Si attende ora la riparazione del cartello. 

Manuela Marascio

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