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Economia e lavoro | 09 gennaio 2019, 18:18

Costi-benefici, Confindustria: "Ora il governo la pubblichi e prenda una decisione"

L'appello degli industriali piemontesi: "Bisogna rispondere ai bisogni dell'industria manifatturiera del XXI secolo"

Costi-benefici, Confindustria: "Ora il governo la pubblichi e prenda una decisione"

La notizia della tanto attesa analisi costi-benefici del Tav finalmente realizzata e consegnata nelle mani del Governo non poteva non scatenare le reazioni di chi - quell'analisi - la "insegue" da tempo, soprattutto per conoscerne i contenuti.

Ma il fatto che sia stata fatta (e non ancora svelata) continua a tenere sulle spine quel mondo - il settore produttivo in particolare - che proprio sabato sarà in piazza per sostenere la realizzazione della Torino-Lione "Confindustria Piemonte ha sempre ritenuto inutile qualunque nuovo calcolo sui costi e benefici dell’opera, per i numerosi studi socioeconomici già realizzati in passato, e perché condotto da una commissione tecnica a larga prevalenza di professionisti schierati apertamente su posizioni No Tav e quindi suscettibile di un pregiudizio d’origine nell’interpretazione dei dati - ribadisce il segretario generale di Confindustria Piemonte, Paolo Balistreri. E aggiunge - l’Italia ha già stanziato per la Torino-Lione 2,5 miliardi di euro su una quota totale di contributo nazionale prevista di 2,9 miliardi, che potrebbe ancora ridursi per un’ulteriore erogazione a carico dell’Unione europea. Un investimento assolutamente in linea con i costi di una grande opera strategica con caratteristiche simili". "Arrivati a questo punto – continua Balistreri – la decisione del Governo deve essere di carattere politico e strategico e guardare ai benefici che porterà al territorio per i prossimi cento anni e al ruolo che si vuole assegnare al trasporto su rotaia nelle reti di collegamento internazionali con il nostro Paese".

"Ci auguriamo – conclude Balistreri – che adesso il Governo pubblichi velocemente i risultati della commissione Ponti e non si nasconda dietro a ulteriori inutili numeri per frenare lo sviluppo di una rete di mobilità adeguata ai bisogni della nostra industria manifatturiera per il XXI secolo".

M.Sci

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