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Economia e lavoro | 09 gennaio 2019, 13:23

Il duello sul Tav arriva al Congresso dei Pensionati. "Basta prese in giro dal governo". "Sì a investimenti, ma solo se migliorano la vita dei cittadini"

Botta e risposta tra Chiamparino e Montanari al congresso nazionale di Spi CGIL al Lingotto, in un'atmosfera d'altri tempi tra Bella Ciao e De Andrè. "No alla battaglia tra generazioni e basta trattare gli anziani come parassiti"

Il duello sul Tav arriva al Congresso dei Pensionati. "Basta prese in giro dal governo". "Sì a investimenti, ma solo se migliorano la vita dei cittadini"

 

Le mani di una suonatrice d'arpa intonano prima i Pink Floyd e poi Bruce Springsteen. Anche De Andrè, accolto da applausi spontanei a vent'anni dalla morte. È un inizio insolito, quello del ventesimo Congresso nazionale di Spi-Cgil, intitolato "Qui si fa il futuro" e che per tre giorni sarà ospitato a Torino, al Lingotto.

Quello del sindacato dei pensionati - che con 2,7 milioni di tesserati rappresenta la metà  degli iscritti alla Cgil - è l'ultimo appuntamento congressuale prima delle assise che la Confederazione terrà a Bari dal 22 al 25 gennaio. E il battito di mani all'unisono ad accompagnare "Il Pescatore" dimostra che l'entusiasmo, alla categoria, non manca. A "Io, vagabondo" dei Nomadi scatta addirittura il coro. Il gran finale è legato a Bella Ciao, coro dalla platea compreso.

In prima fila, il governatore Sergio Chiamparino, il vicesindaco Guido Montanari, ma anche Susanna Camusso (segretario generale uscente della CGIL) e Maurizio Landini, uno dei candidati più accreditati a succederle, insieme a Vincenzo Colla.
"Siamo stanchi che gli anziani vengano descritti come parassiti e divoratori di risorse sociali e assistenziali - ha detto Gabriele Cioncolini, di Spi CGIL nazionale, prima di congedarsi con commozione dall'attività sindacale - mentre si cerca sempre di più di alimentare la competizione intergenerazionale". Parole condite e accompagnate da critiche severe all'attuale governo, "nazionalisti con pulsioni autoritarie". Parole che precedono di pochi istanti l'elezione all'unanimità della nuova presidenza.

E applausi sono quelli che interrompo uno dei padroni di casa, Sergio Chiamparino, quando parla del ricorso portato avanti insieme ad altre Regioni contro il Decreto Salvini. "Mi auguro sia la strada giusta per aprire una discussione su alcuni punti di fondo che questa legge che mette l'Italia alla stregua dei Paesi con le peggiori condizioni per i diritti civili. Non sta scritto da nessuna parte che si debba imparare dai peggiori, anzi". "E non alzo le spalle di fronte al tema sicurezza, lo so bene da ex sindaco cosa vuol dire lo smarrimento di una persona anziana o un giovane - prosegue - ma la paura va condivisa e superata, mente qui le si alimenta e ci si scommette, sulla paura, magari sfruttando 50 disperati in mare".

L'altro tema caldo è quello dello sviluppo e degli investimenti. "Sviluppo che deve essere sostenibile, ma il dovere di chi ha idee anche diverse dalle mie, è di dire esplicitamente cosa si pensa. E parlo della Torino Lione. Questo governo non può continuare a prendere in giro una intera comunità. Abbiamo il diritto di sapere cosa cosa intende fare il governo. Se non vorranno completare il Tav, se ne assumeranno la responsabilità. E io sono pronto a indire un referendum regionale per capire la volontà politica dei piemontesi". "Governare - conclude - significa assumersi della responsabilità. Si è passati ormai dalla decisione alla comunicazione unidirezionale, che impedisce qualunque dialogo".

"I sindacati sono garanzia di democrazia in un Paese, a prescindere - dice Guido Montanari, vicesindaco di Torino - e in qualunque dibattito democratico devono essere coinvolti. E spesso proprio le persone più anziane sono quelle che sanno dare senso a significati profondi come la partecipazione". "Come amministrazione, stiamo cercando di fare qualcosa nonostante l'inesperienza. Ma non ci si può tacciare di incompetenza. Tanto da non essere politico

a sufficienza. E quindi non comunichiamo abbastanza quello che facciamo. E stiamo spingendo con il governo perché gli investimenti arrivino sul territorio. Ma devono essere fatti senza ideologia, dove rendono cioè migliore la vita dei cittadini".

"Ci sono molte eccellenze per ricostruire il tessuto economico sabaudo - ha detto nel suo intervento Gino Crestini, segretario Spi Cgil di Torino - e vorremmo sapere dall'amministrazione quali sono i loro progetti di rilancio. Siamo un grande laboratorio sociale, ma è venuto meno il tessuto sociale, una disgregazione che preoccupa molto chi vive in questa città e cerca di cambiarla. Tante persone, soprattutto anziane, sono sole. Alle quali non si fa mai riferimento quando si parla di ripensamento della città". "Grandi cambiamenti e grandi contraddizioni - ha concluso -: Torino è lo specchio fedele di questo nostro Paese".

Massimiliano Sciullo

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