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Economia e lavoro | mercoledì 09 gennaio 2019, 07:00

Piazza Castello dice di nuovo Sì alla Tav: il mondo economico ritorna in piazza

Accanto alla società civile e al mondo politico (con o senza bandiere) anche il tessuto produttivo è pronto a manifestare a favore della Torino-Lione

Piazza Castello dice di nuovo Sì alla Tav: il mondo economico ritorna in piazza

C'erano il 10 novembre, ci torneranno sabato, 12 gennaio, in occasione della seconda "adunata" in piazza Castello per i sostenitori della Torino-Lione. Accanto alle forze politiche (con o senza bandiera) e alle forze civiche (come le cosiddette "madamin"), anche buona parte del tessuto economico-produttivo torinese e piemontese si sta preparando alla manifestazione.

A distanza di due mesi esatti, infatti, non ci sono ancora certezze, ma solo tante parole - pro o contro - a circondare il destino del Tav. E, soprattutto, ancora non c'è traccia della famigerata analisi costi-benefici che il ministro alle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ha appeso come una spada di Damocle sulla testa della grande opera tra Italia e Francia.

Ma proprio l'incertezza è la maggiore nemica di chi anima il mondo economico e produttivo, soprattutto in chiave investimenti. Ecco perché sabato 12 scenderanno in piazza Castello, per la seconda volta dopo quella che era stata una prima assoluta, un universo di sigle datoriali: API Torino, CONFAPI Piemonte, Unione Industriale Torino, AMMA, Federmeccanica, Confindustria Piemonte, CNA Torino, CNA Piemonte, Confartigianato Torino, Ascom Torino, Confcommercio Piemonte, Confesercenti Torino, Confagricoltura Piemonte, Cia, ANCE Torino, ANCE Piemonte, Collegio Edile Confapi Torino, Federalberghi Torino, Federalberghi Piemonte, CDO Piemonte, Legacoop Piemonte, Confcooperative Torino/Piemonte Nord, Giovani di Yes4To, Consulta degli Ordini e Collegi Professionali Torino, Unioncamere Piemonte, Ordine degli Architetti di Torino e Ordine Commercialisti Torino.

"Il dialogo e il confronto su basi tecnicamente affidabili continuano a essere gli strumenti corretti per la realizzazione della TAV Torino Lione - recita una nota ufficiale diffusa dal coordinamento delle sigle economiche torinesi e piemontesi -. Il sistema rappresentato dalle associazioni convenute è quindi pronto a sostenere qualsiasi luogo di condivisione delle istanze del territorio purché questo sia basato su regole chiare e condivise (Osservatorio, tavoli tecnici, ecc.)". E hanno aggiunto: "Le associazioni sostengono tutte le iniziative in favore della TAV Torino-Lione così come di politiche infrastrutturali che siano orientate allo sviluppo in termini compatibili con l’ambiente e con le esigenze della produzione e del lavoro. E’ stato quindi deciso di sostenere la manifestazione del 12 gennaio prossimo alla quale le associazioni prenderanno parte con delle delegazioni di loro componenti". 

E il cammino successivo a sabato pare già chiaro e definito. "Continuare nel cammino di coesione fra tutte le parti della società civile nei confronti della Tav e del resto delle infrastrutture - si legge nella nota -, continuare un confronto serio e costruttivo con le Istituzioni senza però artificiosi ritardi nelle decisioni e chiedere conto dei programmi di chi si candiderà alle prossime elezioni circa gli investimenti infrastrutturali e per lo sviluppo del territorio".

E accanto al mondo datoriale ci saranno anche i sindacati. Non tutti, però, perché come già accaduto in occasione della prima manifestazione si evidenziano differenze anche marcate tra chi sostiene l'opera e chi (la Fiom Cgil su tutti) non la ritiene necessaria. Proprio dal mondo metalmeccanico arriveranno in piazza Castello sia la Fim-Cisl che la Fismic Confsal. "Abbiamo già aderito alla grande manifestazione popolare del 10 novembre e anche stavolta rivolgiamo un appello alla parte migliore del Paese - dice Roberto Di Maulo, segretario generale del sindacato - ai lavoratori e a tutti quelli che non intendono rassegnarsi alla decrescita infelice a manifestare pubblicamente la nostra ferma volontà di tutti quelli che hanno a cuore l’ammodernamento delle infrastrutture del Paese”. Oltre a loro, ci saranno anche Fillea Cgil Torino, Fillea Cgil Piemonte, Filca Cisl Torino e Feneal Uil Piemonte. Adesioni anche da Cisl e UIL Piemonte. "La nostra Regione, ancora oggi forte produttrice di beni manifatturieri, ha bisogno di inserirsi nella rete dei flussi di merci, se vuole svolgere un ruolo rilevante nello sviluppo economico e nell’innovazione", ha detto Gianni Cortese, segretario generale Uil Torino e Piemonte.

Massimiliano Sciullo

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