/ Immortali

Che tempo fa

Cerca nel web

Immortali | 09 gennaio 2019, 07:00

L'uomo che non deve chiedere , mai!

Sono due settimane che vorrei scrivere di arbitri e VAR, ma ci rinuncio per altri argomenti che mi sono sembrati più interessanti

L'uomo che non deve chiedere , mai!

Sono due settimane che vorrei scrivere di arbitri e VAR, ma ci rinuncio per altri argomenti che mi sono sembrati più interessanti. Ci torno su oggi, tirato peri capelli, si fa per dire, ovviamente, vista la mia pettinatura, da un box apparso su La Stampa, a firma di Antonio Barillà, l'indomani di Juve-Samp.

Ricordiamo tutti cosa sia successo. Negli ultimi istanti della gara, già nei minuti supplementari, viene annullato un gol alla Samp, su segnalazione della VAR.

A fine gara, un tweet blucerchiato definisce “discutibile” il rigore dato ai bianconeri a metà secondo tempo, che li ha riportati in vantaggio e “aiutino della VAR” il gol annullato a Saponara. Tweet prontamente ritrattato, con altro tweet in cui si fanno le scuse per la foga con cui è stata espressa la delusione per la sconfitta.

Il collega Barillà definisce apprezzabile il gesto, ma in buona sostanza lo rispedisce al mittente, definendolo “un brutto esempio e una sensazione amara: quella di un calcio senza cultura, che non sa perdere e diventa complice, che pretende l'educazione dei tifosi, ma ha dentro, a volte, tifosi ineducati”.

Vorrei mettermi a ridere, pensando a chi può essere il genio che ha stilato un regolamento secondo il quale, sul rinvio sbagliato di Perin, toccato dal giocatore blucerchiato Defrel e in rapidissima successione da quello bianconero Alex Sandro e poi rimbalzato verso Saponara che ha segnato, ha potuto stabilire che il tocco del blucerchiato era “giocata”, quindi volontario, mentre quello del bianconero era “deviazione”, quindi involontario, dando così origine al fuorigioco di Saponara.

Credo che nemmeno “lo Spaccone” di Paul Newman avrebbe osato immaginare una geometria così ardita, pur avendo dalla sua parte tutto il tempo per “limare” il colpo e l’inesorabile esattezza delle diagonali del biliardo. Eppure questa capacità è stata riconosciuta al giocatore blucerchiato Defrel che ha “volontariamente” toccato il pallone all'indietro, quindi in tutt'altra direzione rispetto al compagno di squadra, sapendo che sarebbe rimbalzato sul bianconero Alex Sandro, che “involontariamente” avrebbe dato origine ad un perfetto assisti per Saponara, che avrebbe segnato.

Credo che nemmeno unendo le abilità funamboliche di Pelé e Maradona si sarebbe potuto materializzare un simile gesto tecnico. 

Ma lasciamo perdere per un attimo il regolamento, che a mio parere lascia troppa discrezionalità alle decisioni arbitrali e soprattutto offre benzina alle polemiche, quelle si che fanno male al calcio, e concentriamoci su quanto scritto dal collega.

Pochi mesi fa, durante Real Madrid-Juventus, Chiellini disse “you pay”, come si capì benissimo dal labiale, a CR7, per il rigore che costò ai bianconeri l'eliminazione. Non ricordo, ma se sbaglio correggetemi, che ci siano state scuse da parte bianconera e nemmeno articoli da parte di Barillà.

A questo punto sarebbe interessante capire se la ineducazione sia dote riservata ai non bianconeri, oppure se il fatto di scrivere per il giornale che fa ferimento allo stesso gruppo che, casualmente, è anche di riferimento alla Juventus, abbia qualche peso nelle valutazioni dei comportamenti di chi gravita nel mondo calcio e dovrebbe essere d’esempio a tutti. Il dubbio che sorge spontaneo, è che ai signori tutto sia concesso e ai poverelli tutto sia negato. Due pesi e due misure, almeno così parrebbe.

La morale, perché ogni storia ha la sua morale, è che viviamo in una società in cui non bisogna mai e poi mai chiedere scusa. Quello che è da sempre, giustamente, considerato un atto di dirittura morale e di grande forza interiore, ovvero riconoscere i propri sbagli e scusarsene, viene al contrario percepito come una debolezza, una ammissione di colpa senza remissione e quindi, nelle regole del branco, chi si dimostra debole viene attaccato e sbranato dagli altri.

Buonanima di mio padre, mi diceva “j’asgnôr as pissô a col, ma a disô ca sôn strasüà”, ovvero “i signori si pisciano addosso ma pretendono di far credere che sono solo strasudati”. Sono passati tanti anni, ma si direbbe che sia ancora vero.

Domenico Beccaria

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium