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Eventi | 10 gennaio 2019, 07:00

Palcoscenico Danza, un’edizione molto “in rosa” e aperta al folklore della tradizione

Inaugura la rassegna il Ballet Flamenco sabato 12 gennaio. Forte la presenza femminile, con il ritorno di Cristiana Morganti, la presenza di Pompea Santoro e un’originale contaminazione con la prosa: “Il Maestro e Margherita”, con Michela Lucenti

Palcoscenico Danza, un’edizione molto “in rosa” e aperta al folklore della tradizione

Sarà une delle edizioni più variegate e molto attenta alla presenza femminile”: così Paolo Mohovic, direttore artistico di Palcoscenico Danza, presenta l’undicesima rassegna, dedicata alle più diverse espressioni del linguaggio del corpo.

Gestita dal 2015 da TPE, ospita da sempre compagnie nazionali e internazionali di altissimo prestigio, spaziando dalla danza formalista al balletto contemporaneo. E anche quest’anno saprà regalare al pubblico il piacere della novità, partendo però dalle origini: “Vogliamo riavvicinare gli spettatori al folklore”, spiega Mohovic, “per questo apriamo con il Ballet Flamenco di José Huertas, che propone un interessante percorso nell’evoluzione delle danze della penisole iberica”.

Appuntamento con il primo spettacolo sabato 12 gennaio al Teatro Astra. Seguirà, il giorno dopo, un momento di grande partecipazione per il pubblico, la Festa Flamenca, in cui lo stesso Huertas, accompagnato dai suoi musicisti e ballerini, farà avvicinare la gente al flamenco riunendo tutti attorno a una semplice chitarra, e lasciandosi trasportare dal ritmo.

Presenza “rosa”, si diceva. Sì, perché quest’anno Palcoscenico Danza mette in primo piano le donne creatrici e interpreti. Da segnalare, infatti, il grande ritorno di Cristiana Morganti, non a caso l’8 marzo, con il duetto femminile A fury tale (Anna Wehsarg e Anna Fingerhurt).

Interessante anche la contaminazione di prosa e poesia nella danza, con l’esclusivo Il Maestro e Margherita (Michela Lucenti con il Balletto Civile e il Teatro della Tosse di Genova), tratto dal capolavoro di Bulgakov, il 24 e 25 gennaio, e Fiori di grazia (Cristina Casadio e Laura Fusco), il 23 marzo. In quest’ultimo, l’anima di tante donne – misteriose, lunari, romantiche – viene raccontata attraverso la mescolanza di versi e coreografia. Un’idea inedita che ha debuttato in forma di studio nel marzo 2018 a Villa della Regina. “Troppo spesso i pubblici di teatro e di danza non si mescolano tra loro – ricorda in proposito Valter Malosti, neodirettore di TPE –, per questo crediamo nel dialogo proficuo che fin da subito si è instaurato con la rassegna”.

Spicca, tra i nomi in cartellone, Pompea Santoro, che ha festeggiato l’anno scorso i suoi quarant’anni di carriera: porterà in scena Viaggio nella danza, dedicato a tre eroine del balletto classico (Giselle, la Bella addormentata e Odette) rivisitate da Mats Ek.

Da ricordare, infine, il progetto Made4You, appuntamento dell’Eko Dance Project dedicato alla coreografia emergente, che darà spazio, oltre all’artista selezionato Fabio Liberti, anche alle promettenti Francesca Frassinelli e Barbara Gatto. Chiuderà la rassegna Messiahendel, dello stesso Mohoic, il 17 maggio, molto apprezzato nella scorsa edizione.

La danza, per Torino, è un linguaggio importante, da sostenere sempre soprattutto per le sue grandi capacità di innovazione”, commenta l’assessora comunale alla cultura Francesca Leon. “Vogliamo sempre più superare la frammentazioni tra le varie arti performative incentivando un dialogo costante”.

Palcoscenico Danza promette anche per quest’anno numeri importanti: dei dodici spettacoli in programmazione, già sette sono sold out.

Manuela Marascio

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