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Cronaca | 11 gennaio 2019, 09:00

Importavano clandestinamente merce spacciata per argento: denunciati 16 imprenditori [VIDEO]

Sequestrate in diversi quartieri torinesi tre tonnellate di articoli tra elementi d'arredo e accessori d'abbigliamento

Immagine d'archivio

Immagine d'archivio

Ferro, rame e nichel. Di questo erano composte le oltre tre tonnellate di falso argento sequestrate nei giorni scorsi dalla Guardia di Finanza di Torino in alcune attività commerciali del capoluogo.

Vassoi, candelabri, bicchieri, coppe nonché accessori d’abbigliamento, per oltre 5.000 articoli, falsamente etichettati in argento ma che del pregiato metallo non avevano nulla. Tutto falso, dalle etichette alle indicazioni merceologiche sino agli imballi. Articoli che avrebbero potuto, al contatto con la pelle, rivelarsi pericolosi per la salute degli acquirenti a causa di potenziali reazioni cutanee. 

Le indagini hanno ricostruito l’intera filiera distributiva del falso argento.

Il materiale, come appurato dai finanzieri, veniva importato clandestinamente dal Belgio e dalla Francia con dei carichi di “copertura”, utilizzando, in particolare, mezzi leggeri, questo per evitare controlli su strada o alle frontiere.

Gli elementi d’arredo avrebbero consentito, una volta sul mercato, un guadagno di oltre un milione di euro.

I quartieri torinesi interessati dagli interventi sono stati Porta Palazzo, Mirafiori, Lingotto, San Paolo e Barriera di Milano. In seguiti i controlli si sono estesi anche in provincia, a Nichelino, Cumiana e Grugliasco.

Sedici gli imprenditori, tutti di origine cinese e marocchina, denunciati all’Autorità Giudiziaria per frode in commercio, anche in relazione alla falsa origine di provenienza della merce.

Buona parte di essa, infatti, riportava claims commerciali riconducibili ad un’origine inglese o italiana, nazioni note per la produzione di argento.

Redazione

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