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Viabilità e trasporti | 12 gennaio 2019, 16:32

Venaria, il sindaco 5 Stelle contro la Lega: “Tav? È al decreto legge Sicurezza che manca l’analisi costi-benefici”

“La Lega in piazza per il Tav fa sorridere anche me”, commenta Roberto Falcone. Poi attacca sul dl voluto dal Ministro Salvini: “Legge superficiale”

Venaria, il sindaco 5 Stelle contro la Lega: “Tav? È al decreto legge Sicurezza che manca l’analisi costi-benefici”

Nel dibattito sul Tav entra con decisione il sindaco di Venaria, Roberto Falcone, che con un post sulla propria pagina Facebook ha attaccato la Lega e il suo segretario, il Ministro degli Interni Matteo Salvini. “La Lega in piazza per il Tav – scrive Falcone – fa sorridere anche me. E ritengo che l’ipotesi di un referendum sia una balla illusoria buttata lì perché la manifestazione ha bisogno di qualcosa con cui giustificarsi”. Dubbi espressi anche in merito alla tipologia di referendum con il quale, eventualmente, verrebbe chiesto ai cittadini di esprimersi sul tema.

Ma Falcone intende aprire un altro discorso. Perché se è vero che a tenere banco, almeno a Torino negli ultimi tempi, sembra essere principalmente il tema Tav, è altrettanto vero che nel resto del Paese è stato il dl Sicurezza ad aver agitato gli animi. In particolare sui provvedimenti in materia di immigrazione, che hanno provocato una levata di scudi in diverse amministrazioni locali – e regionali – della Penisola.

Anche il sindaco di Venaria esprime i propri dubbi. “Se il Ministro Salvini – dice – ha il prurito da consultazione referendaria, possiamo sempre andare ad esprimerci sul Decreto Sicurezza, che parla di immigrazione, con pochi articoli dedicati alla reale sicurezza delle città ma con tanti dettami confusi e dalla costituzionalità più che dubbia”. Falcone non è d’accordo con la “disobbedienza civile”, però intende aprire una discussione.

“Il decreto – conclude il primo cittadino – non sembra aver avuto un'analisi costi benefici: è una legge superficiale, che da una parte mira in modo corretto a una zona d’ombra in cui le protezioni umanitarie sono gestite effettivamente in modo non chiaro, ma che dall’altra difficilmente realizzerà i contenuti del contratto di governo e quasi certamente non sarà all’altezza di ciò di cui abbiamo bisogno: un sistema migratorio efficiente e controllato, in cui le persone siano trattate come tali e non come prodotti tipici di Paesi esotici”.

Paolo Morelli

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