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Cronaca | 21 gennaio 2019, 07:03

Moncalieri, aggredito il sindaco Montagna: “Non mi avete fatto niente”

L’auto del primo cittadino presa a calci da un gruppo di rom nei giorni scorsi. “Sporgere denuncia? Sto valutando come è meglio procedere, anche nell’interesse della città. C'è una famiglia con dei minori di mezzo”

Moncalieri, aggredito il sindaco Montagna: “Non mi avete fatto niente”

Il fatto è successo alcuni giorni fa, il sindaco di Moncalieri aveva cercato di non far trapelare nulla, ma un suo post su Facebook ha confermato che il tam tam che girava in città non era una leggenda metropolitana: “Mi state scrivendo in tanti. Vi ringrazio, davvero, uno per uno”.

L’auto di Paolo Montagna è stata presa a calci da un gruppo di rom, a Borgo Navile, in pieno giorno. Il primo cittadino non ha voluto scendere nei dettagli, anche se pare non si sia trattato di un agguato premeditato. Il sindaco è sceso dalla sua vettura, cercando di far ragionare coloro che lo stavano contestando: “Non è stato un bel momento, ma in pochi minuti si è concluso tutto”.

Montagna non ha voluto entrare nei dettagli di quanto ha discusso con i contestatori e sull’ipotesi di sporgere denuncia ha detto: “Sto meditando, cercando di valutare come è meglio procedere, per tutelare la mia persona ma anche difendere l’interesse della città e la sua sicurezza. Di mezzo ci sono anche dei minori”. Il sindaco di Moncalieri ha dunque riconosciuto la famiglia e le persone che lo hanno aggredito, ma questo non lo ha spaventato, né convinto a fare retromarcia rispetto al progetto di portare a termine la chiusura dei campi nomadi. “Abbiamo cominciato a dire basta con la chiusura di strada Brandina, che dopo 25 anni è stata restituita alla città. Poi è stata la volta di Freylia Mezzi e arriveremo a chiudere anche l’ultimo campo del Colombetto”.

Il sindaco di Moncalieri ha ribadito un concetto già espresso: “Proseguiremo nell’operazione di collocare le famiglie rom: chi ci sta è bene accetto, ma chi non ci sta sappia che non può più stare in questa comunità. Le regole vanno rispettate, anche per tutelare e difendere la città”.

Massimo De Marzi

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