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Viabilità e trasporti | 24 gennaio 2019, 07:12

Piazza Bengasi: cambia l'impresa al cantiere, ma i lavori (per ora) restano fermi

Infra.To sta valutando la sostituzione della ditta appaltatrice Cmc con Sinergo. Lapietra: "Non conosciamo le tempistiche"

Piazza Bengasi: cambia l'impresa al cantiere, ma i lavori (per ora) restano fermi

Dopo la richiesta di concordato preventivo di Cmc - la ditta appaltatrice del prolungamento della Linea 1 della metropolitana, in forte crisi economica - Infra.To corre ai ripari. È in corso in questi giorni la valutazione di un possibile cambio di gestione dell'appalto, per consentire al più presto la ripresa dei lavori al cantiere di piazza Bengasi, fermo da dopo Natale e già in grosso ritardo sul cronoprogramma a novembre. Una risoluzione emersa ieri sera durante il consiglio aperto convocato in fretta e furia dalla Circoscrizione 8 con un ordine del giorno del vicepresidente Massimiliano Miano.

Come ha spiegato l'amministratore unico di Infra.To Giovanni Currado "il problema è stata la mancata consegna del calcestruzzo di ricarica da parte dei fornitori, non recapitato nella completezza delle quantità necessarie". E questo ha determinato inevitabilmente l'interruzione dei lavori.. Integra, sollecitata da Infra.To, ha quindi individuato l'eventualmente passaggio di consegna da Cmc alla ditta Sinergo, sempre all'interno del consorzio. In questi giorni è infatti in corso una verifica delle consistenze in cantiere, ma non si conoscono ancora le tempistiche per l'effettiva sostituzione. Quando avverrà, "la ripresa dei lavori - garantisce l'ad di Infra.To - consentirà il regolare recupero del cronoprogramma".

Per il pagamento degli stipendi arretrati ai lavoratori (che lunedì hanno incrociato le braccia in piazza Bengasi per protesta), Infra.To chiarisce: "Noi ci siamo resi disponibili a dare il nostro supporto legale. È già stato saldato il mese di novembre sia per Italia '61 che per Scar e a fine mese dovrebbe essere pagato dicembre".
Ma i commercianti di piazza Bengasi non nascondono l'esasperazione, ormai arrivata al culmine: "Quando è stato chiuso il tratto di via Caramagna -  spiega Giovanni Tantimonaco - ho perso quindici anni del mio lavoro e mi sono dovuto reinventare. Sono stato talmente svuotato che adesso non ho più la forza né morale né economica per ricominciare. E lì non è rimasto più nulla di commerciale da costruire". Altri chiedono il rimborso economico dei danni, appellandosi a un analogo provvedimento adottato dal Comune di Moncalieri, al confine con il tratto di via Nizza interessato dagli scavi.

"Vogliamo delle date certe", tuona imperativo il presidente della Circoscrizione 8 Davide Ricca. "I cittadini che hanno investito su questo territorio hanno il diritto di ricevere risposte". 

Mentre l'assessora comunale ai trasporti Maria Lapietra si difende: "Comprendo l'arrabbiatura di tutti. Alcuni cittadini mi chiedono di dare le dimissioni, ma non è così che si risolvono i problemi. Ho fatto slittare il tavolo di cantiere per aver tempo di capire la situazione. Siamo di fronte a un magistrato che sta analizzando le riserve del cantiere, aumentate col tempo". E annuncia un incontro col ministro Danilo Tonelli il 30 gennaio, occasione buona per ribadirgli l'urgenza della questione metropolitana. 
Mentre sulla convocazione del prossimo tavolo di cantiere, Ricca incalza: "Entro il 15 febbraio?". "Sì - promette Lapietra -, ma per quella data non avremo ancora in mano l'esito del giudice".

Manuela Marascio

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