/ Cronaca

Cronaca | 31 gennaio 2019, 08:50

Blitz della Guardia di Finanza, sequestrati 11mila articoli sanitari pericolosi

I controlli hanno riguardato due negozi che si trovano all'interno del Centro Commerciale Piemonte di Settimo Torinese: sanzioni per 380mila euro agli imprenditori coinvolti

Blitz della Guardia di Finanza, sequestrati 11mila articoli sanitari pericolosi

Oltre 11mila articoli sanitari pericolosi o con false etichettature sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza di Torino, tra questi, migliaia di articoli come fasce elastiche ortopediche e tutori per arti inferiori. Sono state emesse sanzioni per oltre 370mila euro.

E' il bilancio di un intervento dei Finanzieri della Compagnia di Chivasso che hanno individuato due esercizi commerciali, che si trovano all'interno del “Centro Commerciale Piemonte” di Settimo Torinese, dove venivano venduti migliaia di prodotti senza alcuna indicazione circa i dati dell’importatore, la presenza di materiali o sostanze pericolose, le modalità di smaltimento e, soprattutto, le precauzioni d’uso di sicurezza che i bambini dovrebbero rispettare per giocare senza rischi, infatti, tra gli articoli tolti dal mercato dai Finanzieri, ci sono migliaia di giocattoli.

Ingente anche il sequestro di dispositivi medici: cavigliere, fasce elastiche ortopediche nonché tutori per arti inferiori, tutti articoli sprovvisti di una speciale etichettatura di conformità oltreché della certificazione della qualità del prodotto, il tutto con evidenti rischi per la sicurezza degli acquirenti.

Numerose le irregolarità riscontrate dai Finanzieri: frode in commercio, violazione delle norme in materia di sicurezza dei giocattoli, false certificazioni di conformità e violazioni al codice del consumo. E pesanti le sanzioni a carico dei due imprenditori, che sfiorano i 380mila euro.

L’operazione rientra nel quadro delle attività svolte dalla Guardia di Finanza a tutela dell’economia legale e finalizzate a preservare il mercato dalla diffusione di prodotti non conformi rispetto agli standard di sicurezza imposti dalla normativa nazionale e dell’Unione Europea, anche perché il consumatore ha sempre il diritto di sapere come sta spendendo i suoi soldi.

redazione

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium