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Cultura e spettacoli | 05 febbraio 2019, 14:44

John Turturro e il suo Rigoletto, atto d'amore per la città di Torino (FOTO e VIDEO)

Il grande protagonista di Hollywood domani vede debuttare la sua versione dell'opera di Verdi: "Servo la musica e la storia, non ho voluto inventare nulla"

John Turturro e il suo Rigoletto, atto d'amore per la città di Torino (FOTO e VIDEO)

Capelli mossi e brizzolati, occhiale dalla montatura tonda e spessa e sguardo attento, quasi curioso. Tutti guardano John Turturro, tutti sono pronti ad assistere al suo Rigoletto (al Teatro Regio da mercoledì 6 febbraio).

Ma è soprattutto il grande protagonista di Hollywood a osservare la platea attorno a sé, lui - protagonista del mondo del cinema - oggi calato nella cornice torinese e soprattutto nel mondo dell'opera lirica. Lui che, proprio a Torino, ha trascorso molto tempo, per esempio quando - per girare La Tregua, tratto dal libro di Primo Levi e di cui è stato il protagonista - aveva voluto incontrare le persone e conoscere i luoghi che hanno fatto da cornice alla vita di Levi. E che oggi è tornato per dirigere la sua versione dell'opera di Verdi. "Essere un attore che dirige aiuta a percepire eventuali tensioni o difficoltà di chi recita, si possono dare consigli".

"È una nuova esperienza per me e mi fa sentire più giovane - dice Turturro raccontando la sua avventura -. La mia intenzione è stata quella di servire la musica e la storia, senza reinventare niente, ma interpretando con la mia sensibilità quello che già emergeva dalla storia".

Per lui, ieri, una gita nelle Langhe. Ma già oggi si è tornati a lavorare sodo, perché il sipario sta per spalancarsi. "Sono cresciuto con l'opera, fa parte della mia vita - aggiunge - ed è davvero affascinante osservare cosa succede tra l'orchestra e il direttore. Mi piacerebbe stare nella sua buca per vedere realizzarsi questo rapporto antico, ma ancora attuale. Ho grande rispetto per questo mestiere".

"Mi avevano offerto una rosa di tre opere tra cui scegliere, di cui due di Verdi - confida il maestro - ma non ho avuto dubbi: Rigoletto, perché è l'opera preferita di un mio caro amico. E poi amo Victor Hugo e amo i gobbi". Dettaglio che, trovandosi a Torino, non passa inosservato, almeno per gli appassionati di calcio.

Sotto la direzione di orchestra e coro di Renato Palumbo, la parte del cattivo, sul palcoscenico, è interpretato da Carlos Alvarez. Forse il più grande baritono contemporaneo. "Chi ha questa voce fa sempre il padre, oppure il cattivo - scherza -. A 27 anni ho rifiutato questo ruolo alla Scala, con Muti, perché non mi sentivo pronto, troppo giovane e senza l'esperienza della paternità. Faremo del nostro meglio e speriamo che chi assisterà all'ultima replica avrà la stessa voglia di vedere lo spettacolo così come la prima di domani". Gilda è Ruth Iniesta e Stefan Pop è il duca di Mantova.

"È un grande onore avere qui a Torino un maestro come John Turturro e la dimostrazione è che sono rimasti pochissimi posti disponibili", commenta il soprintendente del Teatro Regio, William Graziosi. Nel ruolo di mecenate per lo spettacolo, invece, è Reale Mutua.

 

 

Massimiliano Sciullo

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