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Economia e lavoro | 07 febbraio 2019, 19:43

Torino, anche i sindacati mettono il governo nel mirino: "Saremo in piazza a Roma sabato 9 febbraio: non si ripetano gli errori degli esodati o gli 80 euro di Renzi"

Le tre sigle chiedono un tavolo di confronto per aumentare le tutele verso coloro che sono "dimenticati" dalle leggi. In 2500 partiranno da Torino con treni e bus, 5000 da tutto il Piemonte

Torino, anche i sindacati mettono il governo nel mirino: "Saremo in piazza a Roma sabato 9 febbraio: non si ripetano gli errori degli esodati o gli 80 euro di Renzi"

La data è quella del 9 febbraio, la cornice Roma. Sarà il giorno della manifestazione che vedrà CGIL, CISL e UIL per spiegare tutto ciò che non piace dell'attuale Governo. Ma arriva da Torino la voce delle tre sigle per spiegare le motivazioni di questa iniziativa. Voce che va a formare quello che appare ormai un coro, con l'esecutivo Lega-Cinque Stelle nel mirino, dopo che anche gli imprenditori hanno ribadito proprio mercoledì sera la propria diffidenza verso gli orientamenti governativi. Sia sul tema infrastrutture che su quello del mondo automotive.

Quasi 2.500 partiranno da Torino, che diventeranno il doppio in tutto il Piemonte, tramite 26 bus e tutti i posti possibili sui treni di linea. Cgil, Cisl e Uil si caratterizzeranno in maniera particolare e sarà organizzato anche un servizio d'ordine.

"Vogliamo istituire un tavolo di confronto e riteniamo che la nostra rappresentanza debba essere considerata - spiega Enrica Valfré, segretario generale CGIL Torino -. E innanzitutto bisogna creare lavoro. Lo ribadiamo oggi, insieme al tema della sicurezza e della salute, a poche ore dalla tragedia che si è consumata a Mazzè, coinvolgendo due cantonieri". "Vogliamo ci siano investimenti per creare occupazione - aggiunge - mentre nell'ultima manovra di bilancio non ci sono provvedimenti incisivi su questo fronte".

"Non è una manifestazione di stampo politico, ma basata sui dati congiunturali e su quelle che sembrano occasioni mancate da parte dell'esecutivo, per esempio con le infrastrutture, ma anche in settori come le pensioni, la sanità o la formazione", aggiunge Domenico Lo Bianco, segretario generale di CISL. "Senza dimenticare i possibili rialzi delle tariffe e il fatto che questa Finanziaria abbia già impegnato le due prossime manovre. Un po' tutti hanno bocciato questa manovra e dalle stime all'1,6% del PIL oggi sono scese a 0,6%. Bisogna rivedere i saldi di questa manovra. E anche su Reddito di cittadinanza e Quota 100 bisogna rivedere alcuni elementi. Non è così che si può destrutturare la riforma Fornero. E oltre a tutto questo c'è anche un rischio isolamento nei confronti dell'Europa".

"Si rischia un impatto limitato, nella platea coinvolta", aggiunge Valfré "con differenze anche enormi per situazioni molto simili nella realtà. Il Reddito di cittadinanza invece mescola troppi elementi che andrebbero trattati in maniera distinta, la ricerca del lavoro da una parte e il contrasto alla povertà dall'altra. Anche perché ci sono forme di povertà diverse tra loro, dove ricadono anche chi un lavoro ce l'ha, ma è lavoro povero".

"Qualche giorno fa abbiamo deciso di spostare i comizi conclusivi in piazza San Giovanni, tre volte più capiente di piazza Del Popolo, perché col passare delle settimane sono cresciuti l'interesse e l'attenzione perla nostra iniziativa", aggiunge Gianni Cortese, segretario generale di Uil Torino. "È una manovra completamente a deficit, mentre la crescita appare ormai molto limitata. Vogliamo poi avere chiarezza sulla spesa sociale che c'è in Italia, decisamente inferiore rispetto a quelle che sono le dichiarazioni. Vogliamo un confronto vero con il governo. Non si ripetano errori del passato come gli esodati della legge Fornero o gli 80 euro di Renzi".

E non stupisce il fatto che, a distanza di poche ore, proprio Torino abbia accolto la lamentela sia della parte datoriale che da quella sindacale. "La sensazione è che il Governo abbia perso empatia sui temi concreti e con la gente - aggiunge Lo Bianco -. La conferma arriva proprio dalla protesta che arriva da parte confindustriale, sul tema auto, ma anche su altri argomenti di attualità che invece sfuggono in quelli che ormai sono veri e propri monologhi da parte di esponenti del governo".

"Siamo d'accordo con i datori di lavoro perché si creino tavoli confronto sfuggendo alla disintermediazione che si è consolidata in questi ultimi governi - sottolinea Valfré - anche se non è detto che gli strumenti possano trovarci d'accordo. Come settore auto a Torino paghiamo un prezzo altissimo non solo per la carenza delle politiche industriali, ma anche per il ritardo di FCA su argomenti come elettrico o ibrido, colpevolmente trascurati in questi anni. Sottrarsi al confronto per la presenza dell'eco-bonus è sbagliato, fa parte dell'azienda. Ma se è vero che l'ecobonus non è un provvedimento sbagliato, lo è nei tempi in cui è stato presentato".

"Ci sono convergenze su alcuni aspetti - conclude Cortese - ma non sappiamo le posizioni delle sigle datoriali su welfare o altro argomenti. Le stesse associazioni datoriali qualche responsabilità ce l'hanno. Senza contare che proprio la critica che fanno i datoriali al reddito di cittadinanza dimostra quanto però siano bassi i nostri salari. E questo è un vero problema".

Massimiliano Sciullo

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