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Scuola e formazione | 08 febbraio 2019, 14:50

Capire il mondo in cui viviamo, adesso l'Università ha la sua task force. E parte dallo studio delle piccole imprese

Nasce il Centro di Eccellenza per la ricerca sociale applicata "La buona didattica procede di pari passo con la buona ricerca e può essere di supporto alle decisioni delle istituzioni". Tra le prime ricerche, le PMI e lo sviluppo economico in Piemonte

Capire il mondo in cui viviamo, adesso l'Università ha la sua task force. E parte dallo studio delle piccole imprese

Si chiama Centro di Eccellenza per la Ricerca Sociale Applicata del Dipartimento di Culture, Politica e Società (CPS). Un nome complesso, ma che in pratica dimostra come l'Università di Torino voglia continuare a dare il proprio contributo al dibattito sul mondo in cui viviamo. E che cambia sempre più velocemente.

"Siamo un dipartimento grande e un grande dipartimento, plurale, con saperi diversi per indagare una realtà sempre più complessa e che ha bisogno di idee e teorie forti, per essere compresa - ha detto Franca Roncarolo, direttrice del Dipartimento di Culture, Politica e Società - e lo sa fare mescolando qualitativo e quantitativo, teoria empirica e aspetti pragmatici".

"Teniamo insieme ricerca e didattica - ha aggiunto - perché è una falsa contrapposizione quella tra le due dimensioni. Una buona didattica nasce da una buona ricerca. E noi vorremo fare supporto alle istituzioni, dare risposte, ma anche porre domande, dando una misurazione oggettiva dei problemi, come la decrescita e non solo. Ma accanto alla misurazione, anche la percezione soggettiva. I problemi diventano tali quando vengono percepiti dalla società e dall'opinione pubblica".

Da questa convinzione nasce, grazie al finanziamento del MIUR, il Progetto d'eccellenza chr vuole realizzare un "Centro per la ricerca sociale applicata", che vuole "Valorizzare l'attività teorica del nostro dipartimento - aggiunge Rocco Sciarrone, coordinatore insieme a Francesco Ramella di questa nuova iniziativa - partendo dal nostro patrimonio consolidato di teoria e ricerca empirica, puntando sull'interdisciplinarietà e integrando ricerca e didattica con l'internazionalizzazione".

Il tutto, unito da una forte spinta dal basso, visto che il dipartimento è il secondo per numero di matricole all'interno dell'ateneo (2600, su un totale di 7183 iscritti) segno che prosegue la curiosità e la voglia di studiare questi argomenti anche tra i ragazzi più giovani.

Tra gli argomenti di cui si occuperà il Centro, uno dei primi riguarda le PMI e il loro ruolo nella società e nell'economia del Piemonte: il modello di sviluppo, ma anche il ruolo nello sviluppo del territorio, la qualità dei servizi e il ruolo delle infrastrutture.

Massimiliano Sciullo

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