Sanità - 08 febbraio 2019, 15:08

Asl To3, i dirigenti dell'Azienda attaccano i sindacati ribelli: "La maggior parte dei lavoratori non si riconosce nella loro protesta"

Con una lettera aperta è arrivata una dura presa di posizione nei confronti delle sigle che hanno dichiarato lo Stato di agitazione: Cgil, Cisl, Nursing Up, FSI Usae e FSI democratici. "Ci sono criticità, ma si è anche fatto molto in questi anni"

Asl To3, i dirigenti dell'Azienda attaccano i sindacati ribelli: "La maggior parte dei lavoratori non si riconosce nella loro protesta"

Mancavano solo loro, tra le voci che in questi mesi stanno scandendo il dibattito intorno alla AslTo3. E così, dopo i sindacati da una parte e la direzione generale dall'altra, a far sentire il proprio pensiero sull'argomento sono alcuni dei lavoratori delle strutture ospedaliere di quest'area. In particolare, i dirigenti dell'Azienda Sanitaria.
Proprio loro hanno preso carta e penna e poi hanno diffuso una lettera aperta esprimendosi sullo stato di agitazione proclamato da alcune sigle sindacali.

Più che un'opinione, un vero e proprio attacco a quelle sigle che hanno dichiarato lo stato di agitazione, ovvero Cigl Funzione pubblica, Cisl FP, Nursing Up, FSI Usae e FSI democratici. "Il tentativo di monopolizzare la rappresentanza dei lavoratori da parte di queste organizzazioni sindacali deve finire e deve essere smascherato il bluff che c’è sotto e che alimenta tali azioni. La maggior parte dei lavoratori non si riconosce nelle loro dichiarazioni e nelle loro posizioni", accusano i firmatari della lettera aperta.

"Abbiamo ben chiaro - prosegue la nota - che la nostra Azienda Sanitaria, come tutte le Aziende della Regione Piemonte, presenta certamente difficoltà e limiti da migliorare, tuttavia trasformare tutto il nostro lavoro in un cumulo di insufficienze e di inadeguatezze rappresenta una falsità ed un’offesa al lavoro di tutti quelli che ogni giorno si impegnano per fornire un servizio decoroso e diligente. Un danno provocato all’immagine della nostra Azienda, di fronte ai cittadini, nonché a tutti noi. Nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad un vero e proprio salto di qualità dell’Asl TO3 che, sotto questa Direzione, e con il contributo di tutti i lavoratori, ha migliorato le proprie prestazioni ed i propri servizi in tutti i campi sanitari".

"In particolare - si legge ancora nella lettera aperta - proprio quelli che vengono più criticati sono stati, invece, apprezzati e valorizzati sia dai cittadini sia dagli organismi deputati alla valutazione degli esiti dell’attività aziendale. Se il Piemonte è la prima Regione a livello nazionale nell’attuazione dei livelli essenziali di assistenza, il contributo è venuto anche grazie all’impegno dei professionisti dell’AslTo3. In questi anni è migliorata la produzione ospedaliera, sono stati fatti investimenti veri su strutture, tecnologie e personale, è migliorato il rapporto con i cittadini. Le buone prassi degli Ospedali sono riconosciute nelle diverse sedi congressuali cui sono state presentate. Solo pochi giorni fa il Presidente dell’Assemblea dei Sindaci del’AslTo3 ha detto pubblicamente che i risultati raggiunti in questi anni sono stati ottimi, oltre le migliori aspettative. La Chiesa Valdese si è offerta di finanziare nuove iniziative nelle Valli giudicandole di grande qualità e degne del massimo sostegno. L’Assessore Regionale alla Sanità ha più volte affermato in sede pubblica che la TO3 è una delle Aziende all’avanguardia sul piano dell’assistenza territoriale".

E qui il mirino torna sulle sigle che hanno decretato lo stato d'agitazione. "Dov’è il contributo a questo sviluppo dei sindacati che oggi criticano? Dove erano quando l’Asl era inceppata, i lavoratori demotivati, le ricadute sul piano dello sviluppo assistenziale deprimenti e negative? Dov’erano quando venivano cercati per confrontarsi sullo sviluppo e non sulle logiche clientelari? Siamo stufi di essere trattati come sudditi incapaci di ragionare con la propria testa e condizionati dal “padrone”. Siamo altresì stufi del fatto che vengano rilasciate ai giornali e sui social dichiarazioni false, infamanti che screditano il lavoro quotidiano di tutti i Lavoratori dell’Azienda".

"Siamo lavoratori, di qualunque livello di inquadramento si tratti, che abbiamo lavorato per sbloccare l’Azienda dallo stallo in cui si trovava e per ridarle dignità e diritto di guardare al futuro con speranza. Compreso il fatto di diventare appetibili come luogo di lavoro, in un momento in cui si fatica a trovare risorse professionali preparate in vari settori. Compresa la capacità di affrontare la sfida di innovarci per essere competitivi in un mondo sanitario in continuo cambiamento. Rivendichiamo di aver lavorato con dignità, di aver dato ed ottenuto rispetto, di aver avuto le sedi per esprimere le nostre posizioni ed i nostri progetti per l’Azienda. Rivendichiamo di aver sviluppato un’organizzazione interna e modelli assistenziali proprio per difendere la sanità pubblica e per non svenderla al privato, al contrario di quello che dicono certe organizzazioni sindacali, applicando con serietà gli indirizzi regionali".

"Pretendiamo rispetto - è la conclusione della lettera -. Basta con gli slogan superficiali e disinformati. Basta con la strumentalizzazione del nostro lavoro per beghe che non hanno niente a che fare con le vere lotte sindacali. Basta con le lottizzazioni dei lavoratori per spartirsi le tessere. Non siamo “carne da iscrizione”.

 

Massimiliano Sciullo

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