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Economia e lavoro | 09 febbraio 2019, 15:00

Prezzo del Petrolio in Continua Discesa: Cosa sta succedendo?

Dopo l'impennata di luglio con le quotazioni del petrolio Brent che hanno sfiorato i 71 dollari a barile e quelli WTI che hanno raggiunto i 74 dollari, l'improvvisa discesa dei prezzi ha portato sgomento nel mercato dell'oro nero

Prezzo del Petrolio in Continua Discesa: Cosa sta succedendo?

Dopo l'impennata di luglio con le quotazioni del petrolio Brent che hanno sfiorato i 71 dollari a barile e quelli WTI che invece hanno raggiunto i 74 dollari, l'improvvisa discesa dei prezzi, ha portato un certo sgomento nel mercato dell'oro nero. Una domanda sorge spontanea: cosa sta succedendo al prezzo del petrolio che continua la sua discesa? A partire dal 20 di novembre l'andamento si è invertito, portando a un prezzo al ribasso che non si riscontravano ormai da anni.

Il mercato è incerto e le politiche economiche dei maggiori consumatori di petrolio come l'Usa e la Russia contribuiscono a rendere instabile l'andamento delle quotazioni. Alcuni economisti vociferano che ad influenzare questa situazione vi sia la riduzione delle importazioni dall'Iran, dovute alle sanzioni da parte dell'America, ma anche l'uscita dal 1 gennaio 2019 del Qatar dall'Opec. Il tutto, affiancato da voci di movimenti a ribasso sul mercato dei futures. In questa realtà velata da notizie contrastanti e incertezze, quali sono i fattori che influiscono sul prezzo e la quotazione del petrolio e determino la sua continua discesa? Di seguito andremo ad analizzare alcuni aspetti, cercando di comprendere cosa stia realmente capitando nel mercato dell'oro nero.

La situazione odierna 

La quotazione del petrolio Brent odierna è di 62,44 dollari a barile con un recupero dell'1,22%, mentre quella del petrolio del WTI è di 53,56 dollari a barile, con un recupero di 1.15%. Ma se si considerano ultime due settimanei, le quotazioni hanno subito una drastica discesa che ha portato a toccare il 20 novembre un minimo di 61,71€ dollari per il Brent e di 53 dollari invece per il WTI con una perdita rispettivamente del 6,38% e del 7%. Il prezzo del petrolio ha avuto un calo mensile che è pari al 20% sconvolgendo l'economia dei mercati collegati all'oro grezzo e portando a una serie di considerazioni inevitabili su l'andamento futuro dello stesso. Infatti le premesse sembravano tutte portare a una stabilizzazione del prezzo per la riduzione della produzion grazie alle voci di accordi tra i maggiori produttori di petrolio al mondo: l'Arabia Saudita, l'USA e la Russia. Ma cosa è accaduto? Quali sono i fattori che hanno determinato una discesa così drastica del prezzo del petrolio e la minaccia di un futuro ribasso?

Le cause che hanno determinato il ribasso

I fattori che negli ultimi giorni inevitabilmente stanno influenzando l'andamento del mercato del petrolio sono diversi. L'insieme di questi elementi determina un'incertezza, creando quindi un'instabilità nel prezzo e portando a una continua discesa:

·         l'offerta supera la domanda: la domanda e l'offerta sono alle basi del sistema economico. Maggiore è la domanda, e più alto è il prezzo di un prodotto, dato che l'offerta deve aumantare per soddisfare le richieste. Nel caso del petrolio la situazione è identica. Se vi è una produzione eccessiva di barili, ma la domanda è ridotta, questa differenza tra acquisto e vendita porta a un'inevitabile crollo del prezzo. Negli ultimi tempi sia l'aumento del prezzo di questa materia prima, che l'utilizzo di nuove forme di energia rinnovabili, hanno prodotto una riduzione della domanda con un eccesso di produzione. I dati pubblicati dall'American Petrolium Istitut hanno evidenziato che negli Stati Uniti vi è stato un aumento di 600.000 barili e nel caso dell'Arabia Saudita vi è un esubero di circa 450.000 barili;

·         eccessiva presenza di scorte: l' EIA, ovvero l'Energy Information Administration ha reso noto che le scorte di greggio sono nettamente aumentate. Nell'ultima settimana di novembre si è evidenziato un'imprevista impennata di produzione che ha portato le riserve a quota 450,5 milioni, determinando quindi una discesa del prezzo dei singoli barili;

·         contrasti all'interno dell'Opec: il 6 dicembre vedrà riuniti i paesi produttori di petrolio che fanno parte dell'Opec al fine di redigere nuovi accordi con la Russia e gli Stati Uniti, gli altri due maggiori produttori di petrolio al mondo, ma che sono esterni all'Opec stessa. È ormai certa la decisione del Qatar di uscire dall'organizzazione per dedicarsi principalmente alla produzione di gas naturale, creando una certa incertezza sul futuro ruolo dell'Opec stesso;

·         sanzioni Iran: la riduzione dell'esportazione di petrolio da parte dell'Iran, inizialmente ha determinato un'impennata del prezzo, ma poi l'andamento si è invertito, dato il clima di incertezza che aleggia nell'ambito dell'organizzazione delle esportazioni;

·         crisi del Venezuela: l'incertezza sui mercati petroliferi è aumentata anche per la crisi del Venezuela, e dell'improvviso blocco della produzione petrolifera dovuta alla vendita da parte degli investitori delle infrastrutture e degli impianti, finalizzate al recuperare i propri investimenti. Da un lato riduzione della produzione di barili, ma dall'altro incertezza sugli investimenti di paesi che fondavano parte della loro economia sui prodotti petroliferi;

·         politica contrastante degli USA: le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump non hanno migliorato il clima di instabilità. Infatti se da un lato sostiene una politica di tagli alla produzione, dall'altro si vociferano accordi con il leader russo Putin al fine di mantenere il prezzo del petrolio basso in modo da favorire l'esportazioni e la produzione stessa; 

·         voci di vendite al ribasso: infine a completare il quadro d'incertezza che sta producendo un inevitabile calo del prezzo del petrolio vi sono le voci di movimenti di opzioni put da parte di banche e istituti finanziari che per recuperare i propri investimenti stanno spingendo sul ribasso del prezzo del petrolio nel mercato dei futures.

 

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