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Cronaca | 22 febbraio 2019, 12:32

Rogo Thyssen a Torino: ordine d'arresto in Germania per due dirigenti tedeschi

Espenhahn e Priegnitz dovranno scontare 5 anni di carcere, il massimo della pena prevista per l'omicidio colposo. Il ministro Bonafede: "Monitoriamo la vicenda"

Rogo Thyssen a Torino: ordine d'arresto in Germania per due dirigenti tedeschi

La notizia è arrivata questa mattina dalla Germania, battuta dall'agenzia tedesca Onvista: il tribunale di Essen ha dichiarato ammissibile l'esecuzione delle sentenze irrogate in Italia per il rogo Thyssen nei confronti dell’amministratore delegato Harald Espenhahn, condannato in Cassazione a 9 anni e 8 mesi, e il consigliere del gruppo Gerald Priegnitz condannato dalla Suprema Corte a 6 anni e 10 mesi.

Questo significa arresto per i due dirigenti che - come riporta l'agenzia - sconteranno una condanna di 5 anni, il massimo consentito in Germania per l’omicidio colposo. “L’importante è che i dirigenti tedeschi scontino le pene, come avvenuto per i manager italiani", ha commentato l'ex pm Raffaele Guariniello.

Per Antonio Boccuzzi, l'operaio sopravvissuto alla tragedia, "nessuno ha vinto ma almeno dopo tanti anni finalmente si compie quel percorso che abbiamo fatto con grande dolore e sofferenza e si arriva ad un minimo di giustizia in cui abbiamo sempre creduto".

Il ministro Alfonso Bonafede è stato informato del pronunciamento del Tribunale di Essen nei confronti di Harald Espenhahn e di Gerald Priegnitz. Lo precisa lo stesso Guardasigilli in un post su Facebook. "Possiamo dire che la sezione esecuzioni penali del Tribunale di Essen ha dichiarato ammissibile l'esecuzione della sentenza emessa dalla Corte di Assise di Appello di Torino il 29 maggio 2015. Ma i due condannati hanno impugnato il verdetto. Continueremo a monitorare giorno per giorno la vicenda e terremo informati tutti e soprattutto le famiglie".

Edi Lazzi, segretario provinciale FIOM-CGIL, ha dichiarato: "la vicenda della Thyssenkrupp è una ferita che rimane aperta nella città di Torino e nei metalmeccanici torinesi anche dopo molti anni da quel brutto episodio. La notizia di oggi porta giustizia perchè i responsabili tedeschi di quell'incidente devono scontare la pena che gli è stata comminata, esattamente come la stanno scontando i responsabili italiani. La sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro devono essere una priorità per tutti, soprattutto quando le statistiche indicano che gli infortuni e gli incidenti mortali sul lavoro non stanno diminuendo".

"La FIOM-CGIL è da sempre impegnata nella tutela e nella prevenzione del rischio e ci auguriamo che tragedie come quella della Thyssen non si ripetano più".

Marco Panzarella

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