/ Sport

Che tempo fa

Cerca nel web

Sport | 08 marzo 2019, 08:31

Difendiamo l'Europa coi denti

Rotto l'uovo la sorpresa per i bianconeri potrebbe essere lo scudetto, l'ottavo. Ma le debolezze si vedono tutte: dall'addio alla BBC ai limiti di Matuidi, così come alle leggerezze di Pjanic

Difendiamo l'Europa coi denti

Rotto l’uovo, la sorpresa potrebbe essere lo scudetto. Senza conservanti, visto che da un anno all’altro il tricolore sulla maglia si mantiene. 

L’ottavo, un record assoluto, chissà se e tra quanto potrà essere eguagliato. 

Stiamo vivendo la Storia, anche se molti tifosi bianconeri non se ne stanno rendendo conto. 

Eppure, nonostante tutto, il successo al San Paolo suona quasi come una vittoria mutilata. 

I pali parlano chiaro. 

Sono frutto dell’evidente imbarazzo difensivo e di disattenzioni sterili. 

La BBC è ormai un chiaro retaggio del passato e la Juve cinica e spietata di qualche anno fa, che avrebbe surclassato e umiliato una compagine rimasta in dieci, sembra un lontano ricordo. Di fatto invece si è rischiata la rimonta. 

Dimenticato orami Buffon (che non ha brillato a Parigi nella recente eliminazione del PSG), il portiere polacco appare sicuro e determinato nelle prese, un po’ meno nelle uscite. Anche a Napoli dove, in occasione del gol subito, l’uscita nell’area piccola era doverosa e necessaria. 

Nel reparto di centrocampo Matuidi, seppur volenteroso, evidenzia dei forti limiti nel tocco di palla e Pjanic compie a volte, come domenica scorsa, delle frivolezze imperdonabili. 

Il croato, tutta anima & cuore, sembra non avercene più. Un lavoro immenso, di grande sacrificio svolto in questi anni, l’ha forse usurato non solo fisicamente, ma addirittura mentalmente. 

Non entro nel merito di Dybala e D.Costa, vicende complesse, oltre che di non facile risoluzione. Per la gestione caratteriale dei due, oltre che per l’inserimento appropriato nel contesto del gioco. 

Ronaldo, talento e classe non sindacabile, pare patire uno schema di gioco che non ne valorizza ampiamente le sue possibilità. 

Detto questo tutto è ancora in gioco, perché l’Europa va difesa coi denti e il verde e il rosso del tricolore sono già cuciti sulle divise. 

Il più grande nemico rimasto da vincere è la paura. 

Occorrono calma e concentrazione. 

Nervi calmi e testa in campo, pronti a sfruttare ogni apertura, a colpire mortalmente ai fianchi. Risoluti. Con tatticismo. 

Quella del 12 Marzo sarà gara ancor più tosta di quella dell’andata, non solo per i gol da segnare, che dovranno essere minimo due in 90 minuti. Sarà dura perché psicologicamente duttile, con possibili e repentini campi di campo, con contropiedi da bloccare con ferrea determinazione. Servirà la forma migliore, i numeri sublimi dei giocatori più stellari. 

Perché potremo toccare il cielo con un dito, solo se prima riusciremo a dominare le passioni. 

Determinati sull’obbiettivo che, non nascondiamoci, è quello che per Noi conta di più. 

I risultati degli altri Ottavi di Finale già giocati hanno dimostrato che tutto è possibile. Proviamoci. 

Al di là del risultato: col Cuore. 

Anche se sugli spalti della Curva Sud si vivranno dissidi d’Amore. 

Beppe Franzo

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium