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Economia e lavoro | 12 marzo 2019, 14:20

Marsiaj: "Amma compie cento anni, ma in un momento di grandi cambiamenti non esistono una politica industriale italiana e un piano per l'auto"

L'associazione celebra il secolo di attività, ma non risparmia critiche alla politica. Il presidente: "L'industria deve continuare a essere il vettore trainante del territorio". Attimi di paura per un malore a Silvio Angori (Pininfarina)

Marsiaj: "Amma compie cento anni, ma in un momento di grandi cambiamenti non esistono una politica industriale italiana e un piano per l'auto"

Politica, identità, prospettive e incertezze. Il mondo dell'auto e dell'industria si guarda allo specchio. E ci ritrova un'immagine più sfocata di quanto vorrebbe.

"Cento anni fa, era l'aprile del 1919, nasceva la nostra associazione su impulso di Agnelli che ne fu anche presidente. L'industria affrontava un tornante difficile, passando dall'industria bellica a quella civile. E tre anni dopo ci fu l'avvento del fascismo. Anche oggi il cambiamento è epocale e di grande turbolenza, fortunatamente senza i rischi dell'Europa degli anni Venti". Così Giorgio Marsiaj, presidente di Amma, ha introdotto i lavori per celebrare i cento anni dell'associazione aziende meccaniche e meccatroniche.

Di fronte a una platea ricca di protagonisti del settore, ma soprattutto con massimi rappresentanti del mondo automotive. Da Pininfarina (il ceo Silvio Angori) a Italdesign-Giugiaro (con Jorg Astalosch), fino a Ferrari (Michael Leiters), Lamborghini (Umberto Tossini)  e Fca, con Daniele Chiari e Pietro Gorlier, responsabile Emea del Lingotto. "La nostra area vuole continuare a essere fulcro dell'economia manifatturiera. Torino lo è stato in passato e deve continuare a esserlo e su questo bisogna investire. L'industria resta il maggiore vettore di crescita del territorio e nei suoi cento anni di vita Amma ha accompagnato e scandito il processo di sviluppo cittadino".

Non manca un riferimento alla politica, attuale e non solo. "In Italia manca una politica industriale: non c'è stata negli ultimi decenni così come non c'è adesso. Men che meno per l'automobile, che ancora oggi dà lavoro a tantissime persone in tutto il Paese, eppure non esiste un Piano. E intanto cambia sia il prodotto, con motori ibridi e nuove alimentazioni, sia il mercato di riferimento, non più solo gli Usa ma anche l'emergente Cina", aggiunge Marsiaj, che proprio sulle certezze e sul governo aggiunge: "Ci avevano parlato di un Pil in crescita di oltre un punto e ora siamo in calo".

Infine un riferimento guardando all'interno di Amma. "Come associazione dobbiamo stare sempre più vicini alle esigenze delle imprese. L'azione di rappresentanza deve interiorizzare i bisogni degli imprenditori e delle loro realtà: serve un ulteriore salto di qualità".

La tavola rotonda si è svolta affrontando vari temi di attualità e di scenari futuri, tra motorizzazione elettrica, metamorfosi legate alle tecnologie digitali e in particolare quelle della comunicazione tramite cellulari e addirittura le necessità di una società che fa sempre meno figli, ma che magari ha bisogno di portare in auto il proprio cane. Attimi di paura quando Silvio Angori, ceo di Pininfarina, ha accusato un malore mentre stava facendo il proprio intervento durante i lavori della tavola rotonda. Immediatamente è stato sospeso lo svolgimento del convegno, ripreso solo nel momento in cui lo stesso Angori, fortunatamente con le proprie forze, si è allontanato dalla sala per essere soccorso da alcuni sanitari sopraggiunti in ambulanza. Ad accompagnarlo all'uscita, gli applausi di tutti i presenti.

Lo stesso Angori, una volta ripresosi, ha mandato un messaggio al convegno, che è stato letto da Marsiaj a fine lavori: "Avrei voluto condividere un messaggio di ottimismo, di fiducia nei confronti del settore e del territorio, perché stiamo vivendo un periodo di trasformazione da cui possiamo ripartire, forti della nostra esperienza e del nostro saper fare. Possiamo riuscirci solo facendo sistema con realtà industriali diverse e contigue con il mondo dell’auto. Il design può aprire la strada, perché unisce estetica e tecnologia, arte e ingegneria. Il design italiano è un patrimonio unico che il mondo ci invidia. Valorizziamolo creando un ministero che tuteli il Design e il Made in Italy, che abbracci tutti i settori industriali, con l’automotive che faccia da collante".

Massimiliano Sciullo

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