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Attualità | 13 marzo 2019, 18:40

Ape Confedilizia denuncia: "Aumento Imu deciso dal Comune ulteriore balzello per fasce deboli e attività commerciali già in crisi"

L'allarme lanciato anche da SICeT e Cisl dell’Area Metropolitana di Torino-Canavese

Ape Confedilizia denuncia: "Aumento Imu deciso dal Comune ulteriore balzello per fasce deboli e attività commerciali già in crisi"

“La variazione dell’aliquota IMU dei contratti concordati e l’omessa previsione di riduzione della stessa per i contratti 4+4 ed per quelli ad uso commerciale, nel caso in cui il proprietario riduca il canone agli inquilini in difficoltà, provocherà ulteriori disagi alle fasce deboli e alle attività commerciali già in crisi”: l’allarme è lanciato dall’Ape Confedilizia Torino, alla notizia dell’aumento dell’IMU da parte del Comune di Torino.

L’aumento dell’aliquota da parte del Comune, costringerà l’Ape Confedilizia Torino a procedere alla ridefizione dei parametri, vanificando il lavoro svolto con i sindacati inquilini negli ultimi anni e le delibere dell’ultimo triennio, promosse da una petizione dall’Associazione dei proprietari. Il risultato sarà un aumento della pressione fiscale, oltre che sui proprietari di casa, anche sui conduttori, ed in particolare sulle fasce deboli.

Il SICeT e la Cisl dell’Area Metropolitana di Torino-Canavese non condividono la scelta dell’Amministrazione comunale torinese di aumentare l’aliquota IMU prevista per i contratti di locazione a canone agevolato perché mette ancor di più in crisi le fasce più deboli della popolazione. Il provvedimento vanifica il lavoro svolto da anni dai sindacati inquilini e dalle associazioni dei proprietari che, di concerto con gli uffici del settore ERP (Edilizia Residenziale Pubblica) e l’assessorato alle Politiche sociali del Comune, ha portato al rinnovo dell’accordo territoriale, con la definizione delle linee guida e i parametri per i contratti a canone agevolato, conciliando gli interessi reciproci di proprietari e inquilini.


“Il SICeT – spiega il segretario generale dell’Area metropolitana Torino-Canavese, Simone Pensato - ha sempre ritenuto gli accordi territoriali un utile ed importante strumento per colmare, almeno in parte, il vuoto di politiche abitative a livello governativo, ponendo delle regole certe nella contrattazione tra le parti, soprattutto per contenere il mercato degli affitti privati".


Per il segretario generale Cisl Torino Canavese, Domenico Lo Bianco: “L’aumento della tassazione IMU adottato dal Comune di Torino disincentiva i proprietari di casa che intendono affittare i propri alloggi a canoni calmierati perché non ritenuti più convenienti”.


Gli accordi territoriali sono riferimento anche per il sostegno della morosità incolpevole (Fondo Salva Sfratti) e per i contratti stipulati dalle Agenzie Sociali per la locazione, questa scelta indebolisce anche tali misure di contrasto alla povertà.

redazione

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