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Scuola e formazione | 13 marzo 2019, 08:01

Da dieci anni il concorso per piccoli studenti-giornalisti che conoscono "buoni cittadini"

La scuola "Matteotti" al Pilonetto ha festeggiato il decennale dell'iniziativa promossa dalla pedagogista Anna Peiretti Vanzini con la vicepreside Claudia Bocca e il dirigente Andrea Rastelli

Un momento della premiazione di Leonardo Pace con Carlo Bassi

Un momento della premiazione di Leonardo Pace con Carlo Bassi

Rispettare le regole, pagare le tasse, mantenere l’ambiente pulito, sorridere, lasciare il posto sull’autobus a chi ne ha bisogno. Sono solo alcune delle pratiche che, per i ragazzi dell’istituto “Matteotti”, designano in toto un “buon cittadino”. E lo fanno da dieci anni, all’interno di uno speciale concorso che premia le migliori storie di cittadinanza attiva pescate dagli studenti a Torino e dintorni, come piccoli giornalisti in erba alla ricerca della notizia esemplare per il bene comune.

Lunedì 11 marzo la scuola media di corso Sicilia 40 ha celebrato il decennale dell’evento radunando alcuni dei vecchi vincitori delle edizione passate, ex allievi accompagnati dai cittadini all’epoca scelti come protagonisti dei loro racconti. Presenti alla cerimonia anche l’assessore regionale allo sport e alla polizia locale Giovanni Maria Ferraris, che da anni segue l’iniziativa, e una rappresentanza istituzionale della Circoscrizione 8.

Un buon cittadino? Io lo conosco!” è nato da un’idea della pedagosista Anna Peiretti Vanzini con l’attuale vicepreside Claudia Bocca, che spiega: “Gli eroi scelti dai ragazzi sono spesso persone comuni, in grado però di impegnarsi in prima persona con azioni concrete per il territorio. Non si tratta di un concorso letterario, anche si viene prodotto un elaborato scritto, ma la gara è tra chi sa raccontare meglio una storia che rispecchi i tempi in cui viviamo”. Quest’anno hanno partecipato in ottanta, molti di più rispetto alle edizioni precedenti.

Sei i bambini delle classi prime premiati con buoni libro. Leonardo Pace ha presentato il racconto di Carlo Bassi, “un pensionato con tanta energia e mille idee”, come l’ha definito, presidente del Centro d’incontro di Cavoretto, da sempre attivo nella rivitalizzazione del borgo e promotore di un’iniziativa, i “Quaderni volanti”, che ha unito in uno scambio epistolare degli studenti indiani, a quattromila metri di altezza, con dei coetanei torinesi.

Martina Ventre ha raccolto la testimonianza di Michele Renna, che, all’interno dell’associazione “I Maratonabili”, accompagna e sostiene gli atleti con disabilità durante le gare. “Sono molto, molto più forti di noi – ha detto –. Sia fisicamente, sia di tempra, sia di spirito, sia d’animo, sia di cuore, sia di test”.

E, ancora, Cristian Porro con una delle coppie-simbolo della San Salvario solidale: Giorgio Bottiero e Rossella Maran, entrambi volontari all’oratorio dei Ss. Pietro e Paolo. Lui fa l’allenatore di due squadre di calcio, lei promuove il mercato eco-sostenibile. E hanno anche adottato un ragazzo cambogiano, Chumi, molto amico dello stesso Cristian.

Un’eroina giovane è invece la protagonista della storia di Francesca Carabelli. Si tratta di sua cugina, Chiara Magnanini, 19 anni, che ha raccolto vestiti usati in tutta Moncalieri da donare ai rifugiati di Oulx che tentano di attraversare il confine con la Francia.

Disabilità e altruismo tornano a incontrarsi nell’esperienza del buon cittadino scelto da Edoardo Birocco, Davide Visconti, “una persona che non si tira mai indietro, è sempre ottimista ma, soprattutto, non si lamenta mai”. È presidente di un’associazione per diversamente abili e, nel tempo libero, aiuta i senzatetto portando loro una tisana, una coperta, un panino.

Infine, un vero supereroe. Capitan American, da cui si traveste Walter Galliano per le iniziative della Onlus Nazionale Italiana dell’Amicizia (NIDA), fondata con altri amici nel 2012. A raccontarne la storia è stato Umberto Agosteo, ammirato dalla sua totale dedizione ai bambini malati in cerca di serenità.

Questi racconti ci insegnano che la vera felicità consiste nel far felici gli altri”, chiosa la vicepreside Bocca. “Il prossimo anno diventeremo istituto comprensivo e con il dirigente Andrea Rastelli abbiamo intenzione di estendere il concorso in verticale, coinvolgendo anche gli alunni più piccoli. Così certi messaggi positivi saranno dilatati e diffusi ancora di più”.

Manuela Marascio

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