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Politica | 14 marzo 2019, 13:03

Dodici milioni di euro nelle casse del Comune di Torino dagli aumenti sulle tasse, la Città: "Non è una stangata"

L'assessore Montanari: "Si tratta di lievi aumenti, comunque inferiori al tasso di inflazione programmato"

Dodici milioni di euro nelle casse del Comune di Torino dagli aumenti sulle tasse, la Città: "Non è una stangata"

I rincari sulle tariffe di rifiuti, suolo pubblico, casa,.., approvati lunedì dalla giunta Appendino porteranno nelle casse del Comune di Torino 12 milioni di euro in più, per un totale di 700 milioni di entrate tributarie. Cifre che si inseriscono in un bilancio che, per la parte corrente, cuba un miliardo e trecento mila euro.

A difendere la manovra dalle accuse della minoranza di "stangata sulla pelle dei torinesi" è stato oggi in commissione l'assessore all'urbanistica Guido Montanari, che ha parlato di "lievi aumenti, comunque inferiori al tasso di inflazione programmato".

Nel dettaglio gli aumenti di Imu-Tasi, le cui previsioni di incasso passano da 265 a 272 milioni, colpiscono le categorie degli alloggi in comodato gratuito, a canone agevolato ed invenduti. Gli introiti per suolo pubblico (Cosap) passano da 45 a 48, mentre quelli sui rifiuti (Tari) da 207 a 209 milioni.

Rincari a cui affiancano una riduzione del 33% sulle tariffe mense scolastiche, nella fascia di Isee superiore a 32 mila euro, la cui quota di iscrizione da settembre passa da 302 a 202 euro.

"Noi - ha spiegato il vicesindaco Guido Montanari - ci aspettiamo che il reddito di cittadinanza migliori le condizioni dei cittadini nelle fasce basse e che non debba essere il comune ad intervenire".

Non sono inoltre previsti tagli di fondi alle otto Circoscrizioni e alla manutenzione ordinaria.

Cinzia Gatti

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