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Attualità | 15 marzo 2019, 17:20

Torino, "bagarini" della carta identità elettronica: la Città li scopre e li blocca

Dieci euro per ottenere il posto prenotato da "un altro", usando un codice fiscale poi cambiato nel momento della vendita all'utente: ora il Comune ha chiesto di intervenire a livello nazionale

Torino, "bagarini" della carta identità elettronica: la Città li scopre e li blocca

Dieci euro per ottenere il posto prenotato da "un altro" per richiedere la carta di identità elettronica. È questo il "bagarinaggio" scoperto dalla Città di Torino, durante l'attività di monitoraggio per migliorare i servizi dell'Anagrafe. 

"Ci siamo accorti di un'anomalia - ha spiegato l'assessore all'Innovazione Paola Pisano durante la commissione Smart City sulla digitalizzazione degli uffici- l'agenda degli appuntamenti delle CIE di Torino risultava tutta prenotata, ma agli sportelli non si presentava il 30% degli utenti". Una sorta di overbooking, che inevitabilmente allungava i tempi di prenotazione. 

Da qui la scoperta che un soggetto torinese prenotava gli appuntamenti per il rilascio del documento usando un codice fiscale, che veniva cambiato nel momento di vendita all'utente. Ed è su questo aspetto che la Città ha chiesto di intervenire a livello nazionale, impostando sin da subito l'obbligo di avere il codice fiscale di colui che doveva richiedere il nuovo documento. 

L'assessore Pisano ha poi illustrato il risultato degli interventi, messi in atto in questi mesi, per migliorare il servizio Anagrafe. Per i certificati di immigrazione si è passati da 1,5 a 2,6 all'ora, con la riduzione da 2664 a 2486 di arretrati in un mese. Per il cambio di indirizzo la media è aumentata da 2.8 a 3.5, con gli arretrati ad oggi scesi a 960 da 1.064.

Prestazioni migliori anche per il rilascio delle carte di identità elettronica, che sono passate da 1.3 all'ora a 2.1.

Cinzia Gatti

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