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Cronaca | 19 marzo 2019, 18:03

“Consegneremo le chiavi e tutti i poteri della parrocchia di Villar Perosa”

Don Roberto Comba e suo fratello Daniele venerdì dal vescovo di Pinerolo, dopo il caso dei conti in rosso

“Consegneremo le chiavi e tutti i poteri della parrocchia di Villar Perosa”

“È troppo buono e ha speso anche soldi suoi”, le parole sono di Daniele Comba, fratello di don Roberto Comba, parroco di Villar Perosa. I due hanno preso appuntamento dal vescovo di Pinerolo Monsignor Derio Olivero per consegnare “le chiavi e tutti i poteri, poteri che fanno ridere, della parrocchia di Villar Perosa”.

La scelta del parroco di San Pietro in Vincoli, sostenuta dal fratello, segue la riunione di fine febbraio dove si è parlato pubblicamente dei conti in rosso della parrocchia per la troppa generosità e buonafede del prete.

Nell’incontro nella chiesa di Sant’Aniceto si è parlato di un debito di 19mila euro e di un calo del bilancio parrocchiale, in un paio di anni, da circa 50mila a 28.500 euro, complice una riduzione delle entrate delle offerte nelle collette delle Messe: dai 26-27mila euro del 2014 ai 14.500 del 2018. Un calo non dovuto a una minore generosità dei fedeli, quanto alla gestione delle risorse da parte del parroco, che oggi ha 77 anni e non ha colto l’opportunità di andare in pensione due anni fa.

Il diacono Enrico Berardo e il viceparroco Giuseppe Rizzi hanno rivelato che ci sono persone che si sono approfittate della sua bontà per chiedergli dei soldi e lui non ha saputo mai dire no. Persone che si è provveduto poi ad allontanare a forza, per evitare il ripetersi di questi episodi.

Una situazione che il fratello Daniele conferma in una lettera accorata pubblicata sul social network Facebook: “Ultimamente, come i soldi delle offerte, la bellezza di ben 10.000 euro sono stati sottratti dal conto della famiglia del parroco da gente schifosa che ne ha sempre approfittato con lacrime e anche minacce della bontà o della stupidaggine di don Roberto”.

Il fratello lamenta anche l’uscita a suo dire tardiva di chi sapeva di questa situazione economica e conosceva le condizioni di salute del parroco: “Aspettare che sia il parroco a dare le dimissioni mi sembra una grande cavolata per non dire altro, bisognava provvedere prima conoscendo la situazione”.

La vocazione di don Roberto, villarese di nascita, è adulta: ha preso i voti a 59 anni, dopo la morte della moglie, consacrato prete nel 2000, è diventato parroco di San Pietro in Vincoli nel 2012. Ora toccherà al vescovo di Pinerolo decidere sul futuro: “Ascolterò cosa hanno da dire lui e suo fratello e la loro proposta – commenta con prudenza –. So che negli ultimi tempi aveva bisogno di aiuto e per questo, a fine settembre, avevo mandato il viceparroco Rizzi a dargli una mano”.

Marco Bertello

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