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Politica | 21 marzo 2019, 11:44

Nuova legge montagna: il Ddl passa all’Aula in Consiglio regionale

L'assessore Valmaggia: "Si tratta di una versione 4.0 delle leggi sulla montagna e mette al centro del lavoro delle Unioni montane molti temi chiave per la crescita dei territori"

Nuova legge montagna: il Ddl passa all’Aula in Consiglio regionale

Rafforzare le Unioni di Comuni e le Unioni montane, con specifiche competenze di gestione congiunta. Garantire salvaguardia del territorio, prevenzione del dissesto, ma anche lo sviluppo sociale ed economico della montagna.

Sono questi alcuni i principali temi del Disegno di legge 332 “Disposizioni in materia di valorizzazione e sviluppo della montagna”, licenziato oggi a maggioranza nella riunione congiunta delle Commissioni prima e terza, presiedute da Elvio Rostagno (relatori in Aula lo stesso Rostagno Pd per la maggioranza, Paolo Mighetti M5s e Gian Luca Vignale Mns per le minoranze).

Per dare operatività all’articolato viene costituito un fondo regionale per la montagna che stanzia 10,5 milioni di euro per il 2019 e quasi 12 milioni di euro l’anno nel biennio 2020 e 2021. Per i servizi essenziali a favore della popolazione residente nei territori montani e rurali svantaggiati viene stanziato poco più di mezzo milione nel 2019 e 600 mila euro annui nel biennio 2020 e 2021. Per incentivare le associazioni rappresentative delle autonomie locali vi sono 150 mila euro annui nel triennio 2019-2021.

Il Ddl prevede inoltre la gestione del patrimonio forestale, nonché la promozione di artigianato, cultura mestieri e turismo nelle valli alpine e appenniniche. Si prefigge di difendere e migliorare i servizi alla collettività, a partire da trasporti, telefonia mobile, poste, tv, combattendo il digital divide con infrastrutture più moderne. Punta poi a favorire il recupero dei borghi alpini e appenninici, valorizzare le risorse energetiche attraverso green communities, cooperative di comunità, comunità energetiche. In sintesi, l’obiettivo principale è quello di permettere a chi vive in montagna di restarci, anche con incentivi per l’insediamento.

Nelle sedute precedenti, dopo la riformulazione dei primi due articoli, erano state soppresse le disposizioni sulle autonomie locali con emendamenti presentati dalla Giunta regionale e, quindi, cambiato il titolo della legge. Scopo della maggioranza e dell’Esecutivo è stato quello di arrivare a formulare un testo finale con sole disposizioni in materia di valorizzazione e sviluppo della montagna, non trattando in questo documento gli enti locali. A questa nuova formulazione si sono in particolare contrapposti Vignale e i consiglieri del Gruppo M5s che hanno presentato numerosi emendamenti. In totale sono stati 285, compresi alcuni della Giunta e di Rostagno.

Il testo approvato nelle Commissioni è stato costruito anche con le proposte di Uncem e delle altre associazioni degli enti locali.

Si tratta di una versione 4.0 delle leggi sulla montagna – hanno più volte sottolineato gli assessori al Bilancio Aldo Reschigna e alla Montagna Alberto Valmaggia - che attua così anche la legge nazionale 158 del 2017 sui piccoli Comuni (prima Regione in Italia), la 221 con le norme nazionali sulla green economy e mette al centro del lavoro delle Unioni montane molti temi chiave per la crescita dei territori, il contrasto all'abbandono e ai cambiamenti climatici.

“Il Ddl fornisce molti elementi, come ad esempio la valorizzazione dei borghi alpini e appenninici, la riduzione del divario digitale nelle valli, la necessità di organizzare nuovi sistemi di servizi pubblici quali ad esempio i trasporti a chiamata. Compaiono nell’articolato le cooperative di comunità, moderna forma di sviluppo delle valli, e anche le comunità energetiche. Turismo e agricoltura sono due assi fondamentali per la crescita dei territori” aggiunge Valmaggia.

comunicato stampa

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