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Attualità | 22 marzo 2019, 07:37

A 34 anni dall'Heysel e 70 da Superga: le tragedie nei disegni dei bambini

E' nata quattro anni fa la "Giornata della Memoria per le vittime dell’Heysel e di ogni manifestazione sportiva"

A 34 anni dall'Heysel e 70 da Superga: le tragedie nei disegni dei bambini

Quando anni addietro abbiamo dato impulso alla ‘Giornata della Memoria per le vittime dell’Heysel e di ogni manifestazione sportiva’, la nostra Associazione era al suo stato embrionale. Di lì a poco ci saremmo strutturati e organizzati meglio, con motivazioni e intenti ambiziosi. Ma anche con la consapevolezza che qualcosa di più doveva essere fatto per rafforzare la Memoria Storica. 

A tutti fu chiaro che l’Heysel doveva avere maggior attenzione, per non farne sopire il ricordo e tramandarlo così ai posteri. 

Il progetto ‘BianconeroGranata’ indetto dalla Circoscrizione 7 in collaborazione con la nostra Associazione, 'Quelli di ... Via Filadelfia’, e quella della ‘Memoria Storica Granata’, d vita a un concorso di disegni dove i bambini delle elementari raffigureranno l’Heysel e Superga. Iniziativa encomiabile, e non solo perché da noi supportata. 

Per molti è stato come riaccarezzare il tempo. Quei bambini che nell’allora pre partita a Bruxelles giocavano dinanzi a un pubblico in attesa del grande evento, sono un flash back che riapre molte ferite. Mai rimarginate.

Le matite di altri bambini saranno strumenti atti a raffigurare cosa essi percepiscano a distanza di 34 anni da Bruxelles e 70 da Superga, da quei racconti spesso tramandatasi di padre in figlio, con insieme anche i loro nonni. 

Lorentini e Mazzola, per fare due nomi su tutti, appartengono al cuore mistico della città del tifo. Quella metropoli accarezzata tutti giorni dalla Mole che osserva la vita dei cittadini torinesi. Un monumento che è diventato il simbolo dell’evento, nella doppia valenza bianconera e granata. 

Un’esternazione grafica del binomio calcistico che caratterizza la metropoli, con le proprie specifiche identità, non solo sportive, ma anche culturali, identitarie. 

Ognuna con i suoi morti, il proprio dolore. 

Rispettiamole. Entrambe.

Nel pensare ai reciproci insulti, da una parte e dall’altra, mi viene da ricordare un episodio sul fronte occidentale del 1914. 

Nella notte di Natale, soldati tedeschi, britannici e francesi, lasciarono le trincee per incontrarsi nella ‘terra di nessuno’ per fraternizzare. Furono celebrate cerimonie religiose e sepolture dei caduti. 

Finita la tregua ognuno tornò nella rispettiva trincea, guerreggiando come prima. 

Nemici, come sempre, ma con il reciproco rispetto per i morti. Emuliamoli. 

Beppe Franzo

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