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Storie sotto la Mole | 23 marzo 2019, 08:25

La piemontesina e lo studente di medicina: uno scritto ispirato a una delle più note canzoni della tradizione popolare piemontese

Ogni giorno sui libri. Ogni giorno all'università e poi in corsia. Gli occhi rossi dal sonno, le spalle curve dalla fatica ma, ogni fine settimana, il tempo da dedicare al suo amore lui lo trovava sempre

Immagine di Gianni Careddu

Immagine di Gianni Careddu

Ogni giorno sui libri. Ogni giorno all'università e poi in corsia. Gli occhi rossi dal sonno, le spalle curve dalla fatica ma, ogni fine settimana, il tempo da dedicare al suo amore lui lo trovava sempre.

"Dove scappi?" gli chiedeva don Filippo, responsabile del convitto dove dormiva, per poi scoppiare a ridere e dirgli "Vai vai, vai pure dalla tua bella".

E lui andava. Correva, correva dalla sua bella e la trovava sempre lì, ad attenderlo con quelle onde tra i capelli e gli occhi che le brillavano di gioia. Lui la prendeva sottobraccio e lei appoggiava il capo sulla sua spalla.

"Com'è andata oggi in ospedale?" gli chiedeva mentre s'incamminavano verso il parco.

"Bene, la signora con la gotta migliora, la cura del Professore sta funzionando e lei era in vena di chiacchiere"

"E di cosa cianciava?"

"Insisteva per presentarmi alla sua bella nipote"

"Cosa? E tu che le hai detto?" chiedeva lei con le mani sui fianchi e lo sguardo che era tutto un programma .

"Le ho detto che io ho già la mia totina e che non m'interessa nessun'altra" rispondeva lui ridendo e allungando le braccia per stringerla a sé. Ma lei scappava sul prato, "Che stai aspettando? corri" gli urlava e lui correva, correva. Le correva dietro, felice. Ogni settimana così, innamorati e liberi, senza neanche un pensiero per la testa.

Ogni giorno così fino alla fine degli studi di lui.

Quella sera non erano sorridenti come al solito e lei non teneva la testa appoggiata sulla spalla di lui ma guardava dritto il fiume che scorreva di fronte a sé. Celava così le sue lacrime. Tanto triste quanto orgogliosa.

"Ho trovato lavoro lontano da qui" disse lui alle sue spalle magre.

"Lo so"

"Ci vorranno anni perché io guadagni abbastanza per potermi sposare"

"Lo so, me l’hai già detto"

"Non ti dimenticherò mai", a queste ultime parole lei non rispose, scappò via dal Valentino ancora prima che lui finisse di pronunciarle. Si sentiva abbandonata e per anni ricordò quell’amore con delusione e rabbia.

Solo molto tempo dopo, scoprendo per caso quella canzone alla radio, fece pace con la sua giovinezza e il suo primo amore. Capì che era vero, lui non le aveva mentito, lui non l'aveva mai dimenticata...

 

Addio bei giorni passati,

mia piccola amica ti devo lasciar,

gli studi son già terminati

abbiamo finito così di sognar.

Lontano andrò, dove non so,

parto col pianto nel cuor,

dammi l’ultimo bacio d’amor.

 

Non ti potrò scordare

piemontesina bella,

sarai la sola stella

che brillerà per me.

….

 

Rossana Rotolo

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