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Cultura e spettacoli | 24 marzo 2019, 13:50

Apre al pubblico entro fine anno la casa studio di Carol Rama: da "magazzino dell'anima" a museo

La Fondazione Sardi per l'Arte ne ha acquisito i beni, ora affidati all'Archivio Carol Rama per la tutela e valorizzazione

Apre al pubblico entro fine anno la casa studio di Carol Rama: da "magazzino dell'anima" a museo

Una vita per l’arte all’interno di quel nido-officina creativa di via Napione 15, dove Carol Rama si spense il 24 settembre 2015. Un’icona torinese che ha saputo rendere la pittura – rude, scabrosa, fisica, anticonformista – una pratica ininterrotta sin dalla sua adolescenza, e senza alcuna formazione accademica. Circondata da amicizie illustri – Eugenio Montale, Carlo Mollino, Massimo Mila ed Edoardo Sanguineti, per citarne alcuni –, è sempre rimasta al passo coi tempi rispetto alle tendenze che le gravitavano attorno, dando vita, nel corso del ventesimo secolo, a un percorso figurativo più unico che raro. E ora la sua casa studio di Torino apre finalmente al pubblico grazie all’impegno della Fondazione Sardi per l’Arte, che ne ha acquisito i beni.

Dopo aver sostenuto l’Archivio Carol Rama nella produzione di un catalogo ragionato dell’artista e la pubblicazione del volume Il magazzino dell’anima (2014), che comprende anche diverse immagini della casa, la Fondazione ha scelto di concentrarsi attivamente sull’eredità lasciata.

Con la morte di Rama, infatti, la Soprintendenza all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio aveva sancito il vincolo del contenuto e del contenente della casa studio. I beni all’interno potevano quindi mutare proprietà, ma non essere rimossi dalla collocazione originaria. “Il loro acquisto – ha commentato la presidente della Fondazione Pinuccia Sardi si configurava quindi come un atto disinteressato che poteva essere compiuto solo da un ente o da un privato che intendesse poi valorizzarli, mettendoli a disposizione della comunità”.

Un interesse, quello per l’artista, maturato sin dal 1975, quando Sardi, allora editore di opere grafiche, la incontrò per la prima volta e comprò una sua opera, e poi concretizzato negli anni Novanta con una mirata attività di promozione galleristica. “Con la nascita della Fondazione – ha spiegato – ho potuto dedicarmi più pienamente al sostegno di Carol Rama. L’anno scorso ho maturato la decisione dell’acquisto dei beni, e contestualmente la risoluzione di metterli a disposizione del’Archivio Carol Rama, loro naturale destinatario, affinché potessero essere conservati, valorizzati e fatti conoscere al meglio”.

L’acquisizione – ha commentato Michele Carpano, presidente dell’Archivioconsentirà di raccogliere ulteriori notizie attraverso l’esame dei libri, dei materiali e di tutti i documenti cartacei e fotografici presenti. Una straordinaria opportunità di approfondimento”.

Un intervento che vede riconoscenti Comune di Torino, Regione Piemonte e Musei Reali, già protagonisti della diffuzione dell’opera di Rama con Pittura 714 ospitata all’interno della Galleria Sabauda. “La tutela degli studi degli artisti – ha dichiarato l’assessora regionale alla cultura Antonella Parigipotrebbe diventare un vero e proprio progetto diffuso per il turismo sul territorio. Dobbiamo favorire questo genere di operazioni, soprattutto se mirate alla tutela di figure iconiche per l’arte locale”.

Entro la fine dell’anno lo spazio museale dovrebbe essere aperto al pubblico, secondo modalità d’accesso e di visita ancora da definire. "Speriamo di renderlo fruibile già in autunno - ha chiarito Carpano -, da parte nostra ci metteremo tutto l'impegno possibile. Si tratta di atto affettuoso, prima ancora che generoso. Troppo spesso Carol Rama è stata sottovalutata, ma da oggi vogliamo davvero rendere onore a un'artista che ha saputo portare Torino nel mondo". 

Manuela Marascio

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