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Immortali | 27 marzo 2019, 06:00

La morte e il rispetto ci uniscano: ecco BianconeroGranata

Si tratta invece di una bella iniziativa, lanciata dalla circoscrizione 7, in collaborazione con l’associazione “Quelli di Via Filadelfia” di matrice bianconera e la Memoria Storica Granata

La morte e il rispetto ci uniscano: ecco BianconeroGranata

Si chiama BianconeroGranata e malgrado alle delicate orecchie di alcuni possa  suonare come una bestemmia, non lo è. Si tratta invece di una bella iniziativa, lanciata dalla Circoscrizione 7, in collaborazione con l’associazione “Quelli di Via Filadelfia” di matrice bianconera e la Memoria Storica Granata. Con l’aiuto di audiovisivi e con il supporto degli educatori scolastici, ai bambini di alcune scuole della circoscrizione, verranno raccontate le due tragedie, Heysel e Superga, che in anni e modi diversi hanno funestato lo sport cittadino, ma non solo.

I giovani avranno modo di conoscere e rielaborare la memoria di questi due lutti e a loro volta rappresentarli, esternando le emozioni che hanno in loro suscitato, tramite i disegni che la loro fantasia e la loro sensibilità gli suggeriranno. Questi ultimi verranno raccolti in un libro, le cui prefazioni saranno scritte dai responsabili degli enti promotori, ognuno per la tragedia di sua appartenenza, anche se a me sarebbe piaciuto il contrario.

Al di la di quello che sarà il risultato artistico e culturale di questa iniziativa, mi preme sottolineare l’enorme valenza educativa di cui essa si fa vettore.

Spingere alla riflessione, attraverso la conoscenza.

Nessuno pensi di avere il diritto di dire a questi giovani, la nostra speranza per un futuro migliore, che cosa devono o non devono pensare, che cosa devono o non devono dire, lungi da noi. Sarebbe il modo peggiore di affrontare la cosa. Nulla ha un rigetto maggiore di quello che viene imposto con la forza, senza che ci sia una assimilazione spontanea. Spiegare, far conoscere e lasciare che siano loro a esprimere il dolore per quello che è stato e l’orrore per l’uso vergognoso che, da parte di molti in entrambi i campi, è stato fatto negli anni per offendere e dileggiare il nemico calcistico.

Mi ha fatto un po’ effetto, durante la seduta della commissione cultura della circoscrizione, durante la quale è stata presentata l’iniziativa, un intervento di una consigliera, in cui si cavillava sulla differenza tra le due tragedie oggetto dell’iniziativa.

Vero, le due situazioni presentano difformità notevoli, ma hanno alcuni comuni denominatori. Il fatto che siano state legate ad eventi sportivi, che abbiano colpito le due squadre cittadine, e soprattutto la strumentalizzazione che ne è stata fatta negli stadi di tutta Italia, sono quelli più evidenti.

Ma l’aspetto più importante di tutti, quello che salta meno all’occhio, ma che ci dovrebbe maggiormente accomunare, è la perdita di vite umane innocenti.

Eppure sono stati in molti, in campo letterario, a ricordarci questo valore. Da John Donne, che nel suo poema “per chi suona la campana”, ci rammenta che siamo tutti “…un pezzo del continente, una parte del tutto…” fino al grande Totò, che nella sua Livella, ribadisce che per quanto nobili possiamo essere stati durante il nostro cammino terreno, “…ste pagliacciate si fanno solo in vita: noi siamo seri… apparteniamo alla morte!”

E proprio in ossequio a questo, abbiamo il dovere di fare tutto il possibile per dare gli stimoli giusti ai giovani virgulti, che sono ancora dritti e non devono piegarsi sotto il carico dell’odio e dell’ignoranza. Nelle loro mani e nelle loro menti, sta la speranza per il futuro.

Domenico Beccaria

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