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Eventi | 28 marzo 2019, 20:15

Presentata a Buttigliera Alta l'associazione tutela Baratuciat e vitigni minori

Obiettivo: sostenere e recuperare le produzioni locali e valorizzare il territorio delle colline della Sacra di San Michele. Presidente del sodalizio è stato eletto Giuliano Bosio e vicepresidente Valentina Peracino

Presentata a Buttigliera Alta l'associazione tutela Baratuciat e vitigni minori

Oggi, giovedì 28 marzo, è stata presentata a Buttigliera Alta, presso i vigneti di Cascina Ranverso, l'associazione tutela Baratuciat e vitigni minori.

Esattamente un mese fa, il 28 febbraio, era nata questa associazione, senza scopo di lucro e con finalità di promozione, sostegno e recupero delle produzioni locali e di valorizzazione del territorio delle colline della Sacra di San Michele.

L'associazione, costituita da viticoltori, intende esaltare il patrimonio ampelografico dei territori circostanti l'antica abbazia, da Giaveno a Rivoli, da Alpignano a Condove, da Almese ad Avigliana, da Buttigliera Alta a Caprie, da Reano a Rubiana, da Sant'Ambrogio a Trana, da Villarbasse a Villardora. Presidente del sodalizio è stato eletto Giuliano Bosio e vicepresidente Valentina Peracino.

L'associazione si propone di unire un territorio, condividendolo con tutti, esaltandone nel caratteristiche enogastronomiche e contribuendo allo sviluppo delle produzioni locali. Particolare attenzione viene posta al Baratuciat, che qui è stato riscoperto e la cui superficie vitata oggi raggiunge quasi 3 ettari.

Il recupero del Baratuciat si deve a Giorgio Falca, un appassionato amante della natura, morto inaspettatamente nell'estate del 2012: sin dagli anni Sessanta si prese cura delle poche viti centenarie di famiglia sopravvissute alla fillossera. Nel 2008 il Baratuciat venne iscritto nel registro nazionale delle varietà di viti da vino e, contemporaneamente, apparse sulle nostre tavole la prima bottiglia così come lo conosciamo oggi.

Con il logo l'associazione conferma lo scopo di valorizzare il mosaico delle proprie produzioni enologiche, ricercando i caratteri unificanti nella storia e lo studio del proprio territorio e del suo terroir. Proprio per questo, il logo raffigura un calice che racchiude l'apice del monte Pirchiriano e sua maestà la Sacra di San Michele.

redazione

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