Nuove Note - 31 marzo 2019, 06:00

Wonderland: con la musica trasmettiamo il nostro paese delle meraviglie

I Wonderland sono al momento impegnati nella registrazione dei brani che comporranno il loro secondo album, per la volta tutto in italiano

Wonderland: con la musica trasmettiamo il nostro paese delle meraviglie

Trasmettere a chi li ascolta il loro personale “paese delle meraviglie” è la missione dei Wonderland. Il gruppo nasce nel 2011 grazie ad un progetto scolastico, finito questo il feeling tra i componenti ha fatto continuare questa avventura musicale. Nel 2017 hanno pubblicato il primo Ep “The Promised Land”, nel quale presentavano un nuovo modo di vedere il mondo fatto di genuinità verso se stessi. Caratteristica raggiunta grazie all’abbandono di difetti e paure. I Wonderland sono al momento impegnati nella registrazione dei brani che comporranno il loro secondo album, per la volta tutto in italiano.

Come si sono formati i Wonderland e perchè si chiamano così?
Suoniamo insieme dal 2011 dopo aver aderito a un progetto della scuola di musica, dove studiavamo, che si proponeva di mettere insieme diversi allievi per formare una band. Dopo un po’ abbiamo capito che c’era feeling tra di noi e abbiamo deciso di continuare anche al di là del progetto: abbiamo abbandonato le cover e ci siamo dedicati alla produzione di brani nostri. Wonderland è il primo nome che abbiamo scelto. L’idea è quella di portare chi ci ascolta nel nostro personale “paese delle meraviglie” e perderci, come Alice, in questo mondo. 

Quali artisti hanno ispirato e ispirano la vostra musica?
Abbiamo sempre avuto dei gusti musicali abbastanza diversi, ma il classic rock ci mette ogni volta d’accordo. Led Zeppelin, Rolling Stones,Jefferson Airplane. Questi erano tutti nomi che comparivano nelle nostreprime scalette di cover. Senza dimenticare un tocco più “recente” con Muse, Black Keys, Florence and the Machine e tanti altri. Adesso che la scrittura si è spostata dall’inglese all’italiano abbiamo qualche riferimento in più, siamo ancora in fase di esplorazione da questo punto di vista, ma la recente ondata indie in Italia ci dà tanti nuovi spunti.

Come nasce un vostro brano?
Non abbiamo una regola: ogni tanto qualcuno arriva alle prove con unbrano già strutturato o con un semplice riff di chitarra e qualche accordo. Poi, da lì, il lavoro è sempre corale, studiamo insieme la struttura migliore per il brano, l’arrangiamento e le dinamiche. Il testo lo scrive successivamente Valentina (voce e chitarra) anche se mentre costruiamo il pezzo c’è già un’idea, un tema o anche solo qualche parola.

Avete partecipato a diversi contest, cosa significa giocarsi tutto su un palco davanti a dei giudici?
I contest sono sempre delle esperienze divertenti e che in qualche modo ti fanno uscire dalla tua comfort zone. Dopo aver partecipato a diversi concorsi siamo giunti alla conclusione che la gara in sé è la parte meno importante. Sono occasioni per suonare, far conoscere la tua musica a un pubblico diverso, incontrare altre band, sentire nuova musica, e, soprattutto, crescere. La giuria migliore è quella che ti aiuta a perfezionarti, non quella che ti inserisce semplicemente in una classifica provvisoria. Noi, per ora, siamo stati fortunati, ci siamo sempre divertiti molto.

Nel 2017 avete pubblicato “The Promised Land”, qual è la vostra terra promessa?
Nella canzone la terra promessa è un nuovo modo di vedere il mondo, una volta abbracciati i tuoi difetti e le tue paure sei pronto a un rapporto più vero e genuino con te stesso. Come band speriamo di trovare finalmente un palco che ci ermetta di avere questo tipo di rapporto con noi stessi e con gli altri. Viviamo nell’epoca dei social, fatta di foto, loghi, grafiche, likes e numeri. Il desiderio è che la musica possa trovare spazio al di là di tutto questo, che venga presa seriamente e apprezzata per la sua vera essenza.

State lavorando a nuovi brani?
In questo momento ci stiamo dedicando full time alla registrazione del nostro secondo album, che sarà il primo in italiano. Conterrà alcuni pezzi già sentiti nei nostri live e qualche inedito che conserviamo per la data di uscita.

La vostra Torino musicale e non.
Torino è un terreno fertile per la musica emergente. Purtroppo, bisogna trovare la chiave giusta per farsi spazio, i locali che fanno musica in città non sono tanti al contrario degli artisti che ci provano. Ovviamente, tutto dipende anche dalla domanda: senza un pubblico abituato alla musica emergente è difficile farsi ascoltare se si è all’inizio. Contest e festival sono un’ottima occasione da sfruttare a pieno, a nostro parere. Speriamo di poter in futuro avere una città aperta a tutti i tipi di musica.

News, live in programma, appuntamenti.
Adesso siamo al lavoro per il nuovo album che speriamo in autunno di poter lanciare. Abbiamo un singolo pronto che presenteremo a breve con un video. Il palco, però, è la nostra seconda casa, ci torneremo prestissimo.

Info su https://www.facebook.com/wonderlandrock/

 

 

Federica Monello

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