Nuove Note - 07 aprile 2019, 13:14

I Selìda e la loro libertà di esprimersi e divertirsi attraverso la musica

Sei ragazzi torinesi hanno scelto questo termine come nome della loro band perchè per loro fare musica è un'opportunità per sentirsi liberi di esprimersi e divertirsi.

I Selìda e la loro libertà di esprimersi e divertirsi attraverso la musica

Selìda in greco significa pagina, quello spazio vuoto che l’uomo da sempre usa per esprimere se stesso. Sei ragazzi torinesi hanno scelto questo termine come nome della loro band perchè per loro fare musica è un'opportunità per sentirsi liberi di esprimersi e divertirsi. Il loro sound eclettico, fatto anche di rap e violino, nasce dalla loro curiosità e dall’antipatia verso il pregiudizio. Al momento stanno lavorando in studio per affinare idee, suoni e brani.

Come nascono i Selìda e come mai hanno scelto questo nome?

I Selìda nascono poco alla volta, come un bruco che diventa farfalla. A tessere il filo di seta hanno cominciato nel 2016 Giovanni e Marco, chitarrista e bassista. Reduci da pregresse esperienze musicali giunte

a termine ma incitati dal vivace desiderio di iniziare qualcosa di nuovo. Nel tempo si aggiungono Alessandro alla voce, Enzo alla batteria, Michela al violino e Marco come ulteriore voce. Tutti vengono da esperienze musicali completamente diverse e finiscono col trovarsi a proprio agio in un contesto dove ognuno è libero di metterci davvero del proprio. Il nome è stato scelto innanzitutto per la sua semplicità e sonorità, con quell'accento sulla i che non è il solito prevedibile puntino, ma un dettaglio quasi dissonante, che richiama l'attenzione. "Selìda" è una parola in lingua greca (σελίδα) che significa semplicemente "pagina", ossia quello spazio vuoto dove da sempre l'uomo esprime se stesso e i propri pensieri, dal disegno del bambino al testo elaborato dell'uomo di lettere. La band per noi rappresenta esattamente questo: uno spazio da riempire dove ognuno di noi è libero di esprimersi e divertirsi.

Il vostro sound è eclettico, come nasce la commistione dei vari generi?
Nasce dall'aspetto che maggiormente accomuna i componenti del gruppo: la curiosità e l'antipatia per il pregiudizio. Siamo, anche dal punto di vista personale, tutti piuttosto diversi, ma condividiamo l'idea che per scoprire cose nuove è bene aggiungere, non togliere, e questo è un discorso che va oltre la mera dimensione musicale.

Rap e violino, gli ultimi arrivati. Come si inseriscono nella vostra cornice musicale?
Di certo non è facile: si ha sempre il timore di scadere in qualcosa di sgradevole purché originale. Ma lavorando con calma, non escludendo a priori nessuna proposta di arrangiamento, una quadra si trova sempre. Prima che arrivassero Michela e Marco avevamo un sound decisamente più rock, ma con il loro inserimento si sono aperte possibilità davvero stimolanti.

Come nascono i vostri testi?

Anche i testi cercano di attingere spunti dappertutto. Alcuni testi nascono da esperienze quotidiane, talvolta irrilevanti, o da libere chiacchierate tra amici su cui decidiamo di focalizzare l'attenzione, perché la profondità in fondo è anche lì, nel quotidiano. In altri casi i testi hanno un carattere più intimista, direi quasi psichedelico, dove metafore e giochi di parole richiedono un ascolto più attento e di solito sono le parti rap.

Avete in programma di pubblicare un Ep?

Al momento no. Stiamo lavorando sui nostri pezzi e non escludiamo, un giorno, una pubblicazione, ma senza porci scadenze da rispettare. Per ora ci concentriamo sulle tante idee che ci travolgono in sala prove e che richiedono di essere ordinate e assimilate con calma.

La vostra Torino musicale e non.
Torino è una città bellissima, con molte potenzialità e stimoli. Una grande realtà dove convergono culture ed esperienze assai differenti. Insomma il contesto ideale per noi e per il nostro modo di vivere la musica. Purtroppo, chi è agli inizi e vuole esibirsi con brani inediti non ha vita facile. Ci vorrebbero più spazi dove proporsi e farsi le ossa, dove chiunque possa salire sul palco e farsi sentire senza doversi preoccupare di rispondere alla domanda "Quante persone portate?". Va tuttavia riconosciuto che ci sono diversi concorsi musicali che offrono questa opportunità e, in questo senso, ci stiamo facendo una certa esperienza.

News, live in programma, appuntamenti.
È da poco uscito il nostro primo videoclip, del brano "Come Fred Astaire" pubblicato on line su Facebook e Youtube. È stata un'esperienza davvero molto divertente, in cui siamo riusciti a coinvolgere un sacco di persone e devo dire che il risultato ha riscosso non pochi apprezzamenti. Come accennavo prima, abbiamo partecipato a diversi contest nelle settimane scorse. Per aprile è in previsione la partecipazione alla seconda eliminatoria del M* talent e speriamo per quest'estate di toglierci un po' di polvere da sala prove in qualche bel palco. Comunque sulla nostra pagina Facebook si possono trovare tutti gli aggiornamenti.

 Info su https://www.facebook.com/Selidasound/ 

Federica Monello

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