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Sanità | 08 aprile 2019, 17:57

Donazione di organi, al via la campagna informativa e via web di Aido e Città di Torino

Il presidente Mione: "Normalmente sul tema della donazione degli organi la politica è neutrale. In questo caso la Città si fa cassa di risonanza per diffondere il progetto a livello nazionale"

Donazione di organi, al via la campagna informativa e via web di Aido e Città di Torino

Promozione via web fatta dall'Aido e della Città di Torino sui loro social, la diffusione dell'App di Aido Piemonte, 900 locandine affisse in tutta Torino nei mesi di giugno, luglio e agosto, quattro giornate di formazione con i dipendenti dell'Anagrafe del Comune ad ottobre 2019. Sono queste le azioni dalla campagna di informazione per la donazione di organi, tessuti e cellule promossa da Aido e Città di Torino.

Un progetto voluto dal presidente di Aido Piemonte Valter Mione, dalle consigliere Monica Canalis e Viviana Ferrero, insieme all'assessore Paola Pisano, con il contributo del Centro Servizi Vol.To e del suo Presidente Silvio Magliano. Testimonial dell'iniziativa il giocatore della nazionale di volley Daniele Mazzone.

La novità assoluta, ha precisato il Presidente dell'Aido Piemonte Valter Mione, è il coinvolgimento del Comune come parte attiva. "Normalmente - ha commentato - la politica sul tema della donazione degli organi è neutrale". "In questo caso la Città ha recepito questo messaggio e si fa cassa di risonanza per diffondere questo progetto a livello nazionale" ha concluso Mione.

Previsto un convegno la mattina del 21 settembre presso la Sala Carpanini del Comune di Torino a sostegno dell'iniziativa di sensibilizzazione e divulgazione dei temi relativi la donazione di organi, tessuti e cellule.

Nel 2018 in Piemonte sono stati effettuati 3.718 trapianti da donatore deceduto e vivente, di cui 377 a Torino, raggiungendo così quota 9 mila donazioni. Nello specifico 2.117 sono di rene, 1.245 di fegato, 233 di cuore, 143 di polmone, 41 di pancreas e 53 di intestino.

Attualmente sono 8.713 i pazienti in lista di attesi, ma negli ultimi tre anni il numero è sceso grazie alle campagne di formazione e sensibilizzazione.

Cinzia Gatti

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