Scuola e formazione - 12 aprile 2019, 08:30

Genitori e bambini scendono in piazza contro la chiusura della scuola "Vidari"

Lunedì 15 aprile assemblea pubblica nella parrocchia del Redentore in piazza Livio Bianco. Le famiglie: "Se in autunno non partirà la classe prima, in pochi anni l'istituto chiuderà i battenti. Salvaguardiamo un quartiere fragile: le fasce più deboli sono in difficoltà"

Genitori e bambini scendono in piazza contro la chiusura della scuola "Vidari"

Mancano iscritti nella scuola primaria "Giovanni Vidari". E' quanto annunciato alle famiglie dalla segreteria didattica dell'istituto comprensivo di via Collino 12 lo scorso 20 marzo. Un campanello d'allarme che non lascia affatto presagire scenari positivi. A rischio è l'attivazione della classe prima nella succursale, mentre la sede "Franca Mazzarello" avrà quattro sezioni. Servirebbero ancora dieci o quindici alunni, almeno, per far partire il nuovo ciclo, a fronte delle attuali sedici iscrizioni. 

"Senza la nuova prima - spiegano preoccupati i genitori - è facile immaginare che in pochi anni la scuola verrà chiusa. Chi sarà costretto a iscrivere i figli altrove, non iscriverà certamente i fratelli minori in una scuola diversa e forse sposterà i fratelli maggiori. Non si può chiedere l'ubiquità".

Per questo le famiglie hanno presentato all'istituto la richiesta di riconsiderare l'organizzazione delle classi, valutando tutte le opzioni possibili. E garantendo la massima trasparenza nella comunicazione di ogni decisione ai cittadini interessati, in vista delle nuove azioni da intraprendere. "Si parla di numeri, di medie, di salvaguardia di alcune aree a scapito di altre", spiegano i rappresentanti nel documento. "Ma i bambini sono cittadini in divenire che per essere, da adulti, parte attiva e consapevole della società, hanno bisogno innanzitutto di sentirsi accolti e di venire educati, istruiti, valorizzati".

Un appello lanciato soprattutto in nome delle fasce più deboli tra i residenti della zona, la marginale periferia di Mirafiori Nord dove sorgono le case popolari, il reddito è tendenzialmente basso e la presenza di stranieri è elevata. "Un quartiere che ha bisogno di cure e attenzione, di essere adottato e trovare identità con l'aiuto di tutti", insistono i genitori. "Sopprimere la futura classe prima significa rendere notevolmente più difficoltosa la vita di alcuni soggetti, tipo le donne sole con più figli, che non hanno la possibilità di usare mezzi propri per gli spostamenti. Non vogliamo interrompere le relazioni tra persone e territorio". 

La "Vidari" è stata protagonista, negli anni, di esperienze educative e formative con diversi enti del territorio, nell'ottica di una maggiore inclusione sociale a sostegno dei nuclei familiari più disagiati. Ne è un esempio il progetto gratuito del 2017/18 "Hockey Free" con la società "Rassemblement" di Torino, che ha portato i bambini a giocare un vero torneo di hockey su prato nel complesso sportivo "Tazzoli". 

Ora le famiglie sono pronte a difendere quanto costruito finora. Per questo lunedì 15 aprile è in programma un'assemblea pubblica, dalle ore 18, presso i locali della parrocchia del Redentore in piazza Livio Bianco, con un momento di festa e condivisione curato dagli stessi alunni. "I bambini, all’uscita di scuola, si recheranno verso il luogo di ritrovo e lì presenteranno alcune attività artistiche che hanno preparato", spiega Manuela Lamberti, rappresentante dei genitori. "Si proseguirà con giochi e laboratori aperti a tutti e una merenda condivisa". Sono state invitate anche le istituzioni di Comune e Circoscrizione 2, oltre ad altre realtà associative del territorio. 

Manuela Marascio

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